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CALCIOSCOMMESSE/ Signori radiato, la sua replica: giudicato in modo non imparziale

Ieri il Tnas ha radiato Beppe Signori per il suo coinvolgimento nel calcioscommesse. Oggi è arrivata la reazione dell'ex attaccante: sono stato giudicato in modo non imparziale.

Beppe Signori (Infophoto) Beppe Signori (Infophoto)

CALCIOSCOMMESSE, BEPPE SIGNORI RADIATO: LA SUA RADIAZIONE – Radiazione: un verdetto pesantissimo quello per Beppe Signori a seguito del suo coinvolgimento nella nota e triste vicenda del calcioscommesse. Ieri è arrivata la decisione definitiva del Tnas (Tribunale Nazionale di Arbitrato Sportivo), ultimo grado della giustizia sportiva in Italia, che ha decretato la radiazione dell'ex attaccante respingendo il suo ricorso motivando questa decisione con il fatto che Signori sarebbe stato “almeno compartecipe”, rigettando la tesi della difesa secondo cui il 44enne ex goleador della Lazio e della Nazionale sarebbe stato coinvolto in modo “ignaro e incolpevole”. Oggi è arrivata la replica di Signori, che prova rabbia e delusione: “Non sono stato giudicato in modo imparziale e questo mi irrita”. In una lunga nota diramata dall'agenzia investigativa che lo ha assistito dall'inizio della vicenda all'Ansa, l'ex calciatore torna sulle accuse contro di lui: “Provo delusione per il fatto di aver avuto una sentenza sportiva tanto dura quanto ingiusta, nonostante io non sia più tornato alla ribalta. Nessuno dei pentiti mi ha indicato quale uomo chiave, capo dei capi, partecipe, presente, leader indiscusso in qualsivoglia malaffare... Non metto in discussione – spiega ancora Signori - che il mio comportamento andasse censurato per aver accettato quell'invito e aver partecipato a quell'incontro (il 15 marzo 2011 a Bologna nello studio dei commercialisti Bruni e Giannone, ndr). Ma andava attribuita la giusta responsabilità e il giusto valore alla pena”. Come successo per Calciopoli, che ha portato alla radiazione “soltanto” per Moggi, Giraudo e Mazzini – giudicati quali capi della “Cupola” - assegnando pene inferiori agli altri personaggi giudicati colpevoli, Signori ritiene che la pena per lui sia spropositata. “Ho scommesso - ribadisce Signori - in modo regolare da non tesserato in una partita che tra l'altro non ha dato i risultati che mi sono stati imputati, tanto che a tutt'oggi Inter-Lecce non è fra le partite oggetto di combine. Così come Atalanta-Piacenza, la cui combine è stata attribuita a me come regia”. E sulla quale, per l'ex giocatore “gli atti processuali, sia della giustizia ordinaria che di quella sportiva, danno una visione e coinvolgono soggetti ben diversi dal sottoscritto”.