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LETTURE/ 2. Michele tiene all'Inter, ma crede in Dio

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Si guarda nell’agenda dei bambini di oggi, dei mini-manager, che a quattro anni fanno inglese, nuoto, calcio e molto altro. Dove troveranno il tempo di sviluppare lo sguardo, la memoria? Il nonno se ne preoccupa, ma sa che “c’è sempre, da qualche parte, chi le cose poi le sa aggiustare solo che lo chiami e glielo domandi”.

Oggi parlare di Dio e di demonio può sembrare non solo anacronismo ma addirittura follia, invece la concretezza e la presenza di entrambi pesa su ogni istante della nostra vita più di qualsiasi altra cosa. Come crede sarà possibile far sperimentare ai nostri nipoti e figli la presenza così concreta di ciò che non si vede?

È una domanda chiave, ma anche terribile. Il demonio è difficile da raffigurare e, per molti anche da pensare, ma il male c’è e fin da piccoli lo si incontra, lo si sente, lo si vede, lo si teme. Però c’è pure il bene ed è il bene, soprattutto il bene, che bisogna imparare a vedere. Imparare assolutamente a vederlo e a capirlo per coglierne la forza di attrazione, la bellezza, la necessità. Fuggire il male, praticare il bene. E così, per come la vede un vecchio nonno, s’incontra Dio.

Le giuste preoccupazioni, le azioni e le attese del nonno sono salvate dalla promessa che gli è stata fatta, “Cerchiamo e troveremo, questo ci è stato detto”. E questo ci rende liberi, anche davanti ai nostri nipoti e figli.

(Maria Elisa Le Donne) 

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