BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ 2. Michele tiene all'Inter, ma crede in Dio

Pubblicazione:domenica 13 maggio 2012

Infophoto Infophoto

Questo racconto inizia una bella sera di fine primavera. È la sera dell’eclissi di luna e Michele e il suo nonno Giorgio stanno guardando fuori dalla finestra, con gli occhi immersi nel cielo. È allora che Michele chiede “Nonno, Dio dov’è?”.
Michele ha quasi cinque anni, un bel biondino con gli occhi castani e il cervello fino: ha tanti amici, è un grande giocatore di calcio con un’indole ultimamente riflessiva.

Il nonno Giorgio, un po’ avanti negli anni, è un giornalista e uno scrittore, ed è da sempre un uomo cristiano. Eppure negli ultimi tempi, come lui stesso confessa con grande franchezza, all’inizio del libro, la sua attenzione sul presente e sul futuro si stava un po’ infiacchendo; appesantito dal tempo e dalla storia, stava “seguendo con malizia il consiglio evangelico di non preoccuparsi del domani” e così non se ne curava più.

“Ma poi, è il bello della vita, qualcosa succede”. Quando meno ce lo si aspettava arriva Michele, un nipote. Un dono grande, totalmente gratuito, che lo risveglia e lo porta a fronteggiare nuovamente la realtà, in un rapporto che si fa di giorno in giorno più diretto, soprattutto dopo la domanda così semplice e così complicata del piccolo “Dio dov’è?”.

Dio non è più un lontano fattore disperso in qualche punto del cielo, diventa la compagnia discreta da cercare in ogni istante e in particolare nel rapporto con il nipote e per il nipote. Ne deriva un confronto serrato e interessantissimo tra il passato e presente del nonno e il presente e futuro del bambino, sempre con un occhio rivolto al Cielo e alle stelle che da lassù brillano ogni notte.

Cosa ha voluto dire l’arrivo di Michele nella sua vita e cosa vuole dire la sua presenza oggi?
L’arrivo di Michele è stato l’arrivo di colui che non ti aspetti. Mia figlia, su quel fronte, mi aveva sempre lasciato intendere di non potere attendere nessuno. Poi, un bel giorno, telefona ai suoi genitori e li avvisa che è in dolce attesa. Sorpresa, meraviglia e, si capisce, trepidazione. Quando Michele nasce, gioia. Dopo, per tutta la sua crescita fino a oggi, lo stupore di vedere cos’è di armonico e mirabile la crescita di un bambino. Affannandoti da padre hai la vista intensa ma corta, da nonno possiedi il grandangolo e vedi che un nipotino nella tua vita vuol dire la vita che continua, tutta quanta, anche la tua.

Nel libro si parla di moltissime cose interessanti, di educazione, di bene e di male. Dell’odierno sistema che insegna a esser bravi e onesti, persone perbene, e dimentica che il male è un’altra cosa, è molto di più, e quando bussa alla porta stravolge tutti i buoni propositi, solo chi “cerca il bene e prega Dio” può, forse, salvarsi.


  PAG. SUCC. >