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Calcio e altri Sport

CALCIOSCOMMESSE/ Giustizia a orologeria?

Antonio Conte (Foto: Infophoto)Antonio Conte (Foto: Infophoto)

Un aspetto importante è accertare fatti, documenti e testimonianze precise, e poi trarne le dovute conseguenze, ma un altro è mettere in atto dei blitz mattutini che, in un mondo come quello del calcio, sembrano passeggiate di “elefanti che entrano in un negozio di maioliche”. E lo stesso uso della carcerazione preventiva non sembra proprio adeguato a queste circostanze, perché i personaggi più significativi erano giù stati in gran parte ascoltati, interrogati. A che cosa è dovuta la svolta improvvisa? Quella della retata spettacolare? E per tutti quelli che sono finiti in galera, sotto l'occhio delle telecamere, oppure sono stati avvisati perché si indaga su di loro, c'è adesso e ci sarà in futuro il concetto basilare dello Stato di diritto: la presunzione di innocenza?

E' da anni che si va avanti in questo modo e non c'è verso di cambiare rotta. Ora si ascoltano già alcune prediche di improvvisati esperti: “Se è intervenuta la magistratura qualche cosa deve esserci!” Come dire che i magistrati non sbagliano mai, oppure che fiutano un terreno dove alla fine salta fuori il tartufo. Non c'è dubbio che nel sottobosco dello sport e in quello delle scommesse (oramai neppure più clandestine!) ci sia una serie di interessi deprecabili e si possano consumare reati. Ma in uno Stato democratico non si fanno blitz e non si fanno conferenze stampa in televisione. Ci si limita a ricercare le prove di colpevolezza e poi a condannare senza eccessiva pubblicità. Con l'operazione di oggi, in caso alcuni degli arrestati o degli indagati risultassero innocenti dopo il terzo grado di processo, chi avrà mai la forza di ritornare in uno stadio di calcio?

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