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POLITICA & SPORT/ Torniamo a pedalare dietro a Bartali e Churchill

Mario Monti (Infophoto) Mario Monti (Infophoto)

L’occhio di Churchill vide la potenza dello sport, mentre la sua intelligenza ne colse la capacità di riunire gli animi avversi attorno alla grande corsa verso la vittoria. Non fu il solo ad accorgersi del grande ruolo che lo sport – mimesi ed espressione virtuosa dell’uomo nel suo essere votato al movimento – ha sempre giocato negli affari dell’uomo.

Dunque perché non auspicare che anche quest’estate, così ricca di sport, possa contribuire a rinsaldare il popolo come fecero le volate di Bartali e l’intelligenza politica di Churchill? Sarebbe certo sentimentale presumere che una partita ricucia i drammatici strappi provocati dalla crisi che attraversa il mondo. Ma dove trovare una scintilla migliore degli Europei e delle Olimpiadi? Un piccolo punto di partenza, non per fermarsi, magari nemmeno per ricominciare a remare. Forse solamente per accorgersi di essere sulla stessa barca, di essere contenti che esista qualcuno con cui faticare per spingerla per un mare aperto ancora tutto da conquistare, in gran parte da riconquistare.

La simpatia fra sport e politica nasce, innanzitutto, dall’espressione di sé che l’uomo può trovare, in mezzo al campo come dai seggi del parlamento. Un vecchio adagio inglese, attribuito a Churchill, recita così: “Il cane ti guarda dal basso in alto, il gatto dall’alto in basso, ma il maiale da pari a pari”. E sull’erba di Wimbledon, come nel Bundestag, il maiale c’è tutto e non se ne butta via niente: può esibire il fraseggio più elegante del campionato e la capigliatura più gangsta, un doppiopetto su misura e un “savoir faire” ben oltre quella richiesta dai salotti dell’austerità. Lasciando intravedere chiaramente, al pubblico compìto, che egli è contraddizione e continua antinomia con se stesso. Così, come insegnò Churchill, si può essere ubriaconi, frequentatori di postriboli e vantare il titolo di statista di razza senza dover spiegare proprio niente a nessuno; poiché in politica, come nello sport, si può dare il cuore per la squadra o per l’ideale, ma l’anima si vende solo al diavolo o al Signore. E viva il maiale tutto intero! Perché, con i se e con i ma, non solo non si fa la storia, ma neanche la patria o la partita.

 

 

Luca Maggi

@TheQuaglia

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