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PAGELLE/ Svezia-Inghilterra (2-3): voti, cronaca e tabellino (gruppo D Europei 2012)

I Leoni d'Inghilterra finalmente esultano grazie a tre ruggiti con Carrol, Walcott e Welbeck. A nulla serve la doppietta di Melberg. Le pagelle di Svezia-Inghilterra: voti e tabellino

Zlatan Ibrahimovic (Foto: Infophoto) Zlatan Ibrahimovic (Foto: Infophoto)

I Leoni d'Inghilterra finalmente esultano grazie a tre ruggiti con Carrol, Walcott e Welbeck. A nulla serve la doppietta di Melberg: il mediocre Ibra come tutta la nazionale svedese giocherà la prossima sfida con la Francia da primi eliminati del girone D. Lo stadio Olimpyiskyi di Kiev ospita Svezia-Inghilterra, gara valida per la seconda giornata del girone D. Entrambe le nazionali arrivano alla sfida affamate di risultato visti il precedente turno e la vittoria della Francia sull'Ucraina: oggi chi sbaglia saluta Euro 2012. Nella soporifera compagine di Hogdson esce il troppo acerbo Chamberlain per quella montagna di Carrol al cui fianco, agirà il giovane Welbeck dello United. Gli avversari, rispetto alla sconfitta contro Shevchenko e compagni, cambiano tre componenti per ogni zona del campo: fuori Lustig, Toivonen e Rosemberg per Olsson, Svensson ed Elmander.

È una partita contratta per tutta la prima fase, entrambe le formazioni non si offendono e pensano più a non sbilanciarsi; il gioco prodotto sono verticalizzazioni poco precise alternate da macchinoso possesso palla. Col passare dei minuti tuttavia appare chiaro quale delle due nazionali ha le idee più chiare e grazie alla sua organizzazione in fase di impostazione e alla solida difesa la nazionale di Hogdson conquista sempre più campo con Gerrard e Parker abili a smistare il gioco sugli esterni. Gli scandinavi si oppongono attendendo i numerosi cross che provengono da Milner e Young ma i Tre Leoni danno l'impressione di poter sbloccare la partita. La prima occasione degli inglesi porta la firma di Parker, tra i migliori, che da 25 metri calcia potente e preciso obbligando Isaksson alla parata plastica. Poi è la volta di Welbeck abile a trovare il tempo giusto e spizzare la palla di Milner non intercettata dal più possente Mellberg: la sfera termina di poco a lato spaventando un Isaksson poco pronto in tale occasione. La rete del vantaggio arriva comunque al 23' quando un magistrale lancio di Gerrad da 35 metri trova il testone del compagno di squadra Carrol bravo a sventare il fuorigioco e insaccare di prepotenza. La Svezia subisce ma non demorde; il gioco nella seconda parte del tempo diventa un po' più ficcante sebbene la retroguardia capeggiata dall'imperioso Terry regga sempre ottimamente lo scontro. L'uomo che manca è ovviamente Ibra, la stella di una nazionale altrimenti composta da soli modesti giocatori; la posizione del 10 non convince più di tanto. Tolto dal cuore dell'attacco, per permettergli di giostrare a suo piacimento le azioni dei compagni, viene troppo spesso braccato dagli avversari così da non riuscire a trovare lo scambio col un partner di attacco, Elmander, mai realmente pervenuto. La Svezia non è morta, se Ibra ci mette qualcosa di più di qualche tiro dalla distanza, la partita sarà ancora più interessante.

Dopo la pausa negli spogliatoi la Svezia calca il prato di Kiev con un atteggiamento molto più gagliardo che le permette di conquistare la metà campo avversaria e premere sugli esterni. Questo atteggiamento propositivo si concretizza nel pari che arriva già al 49' quando sugli sviluppi di una punizione l'acrobazia volante di Ibra trova il troppo libero Mellberg che fa 1-1. La partita d'ora in poi diventa emozionante; le due squadre, consce del fatto che il pari ucciderebbe entrambe, giocano a viso aperto con gli scandinavi che appaiono più carichi anche grazie al calore del numeroso pubblico vichingo che popola gli spalti dell'Olimpico. Non passano neanche 10' minuti che, sull'onda dell'entusiasmo, la Svezia ribalta il risultato ancora con Mellberg anche stavolta dimenticato dalla difesa in marcatura che lo lascia schiacciare di testa sul secondo palo. Un' Inghilterra irriconoscibile in spirito ed organizzazione non solo si fa raggiungere ma in 15' si trova persino a dover rincorrere. I britannici allora si affidano al gioco sulle corsie corsie, tattica vincente nella prima frazione, resa ancora più decisiva dopo l'ingresso di Walcott: la saetta dell'Arsenal che incredibilmente solo oggi entra nel vivo di questo europeo rileva uno spompo Milner diventando un pericolo costante per la retroguardia svedese. Il primo segno di speranza lo dà Terry quando sfiora di poco il pari sventato dai riflessi di Isaksson. Dal seguente corner arriva il 2-2 proprio grazie al piccolo Gunners che buca l'estremo difensore con un tiro sporcato dalla distanza. La Svezia non si dà per vinta e va vicinissima al nuovo vantaggio lampo con Olsson la cui portentosa galoppata termina con l'assist per l'accorrente Kallstrom il quale, non trova la mira giusta. Poi si vede anche Ibra che impegna con una staffilata l'attento Hart costretto a mettere in corner. La nazionale di Harmer si fa però infilare nell'azione seguente: gli inglesi sfruttano a peino il gioco sui fianchi ora letale con l'aggiunta determinante di Walcott. Dalla sinistra è proprio il neo entrato che penetra in area permettendo a Welbeck di realizzare, finora, il gol più bello di questo Euro 2012 grazie a un chirurgico tocco di tacco che ricorda tanto le prodezze di Mancini. I Tre Leoni riescono così a ribaltare nuovamente il risultato e nei dieci minuti restanti avrebbero persino l'occasione per infierire maggiormente su degli onesti avversari scombussolati dall'entrata di Walcott. Hogdson dal canto suo ha capito come non tenere sveglia la sua nazione, Walcott dopo la prestazione di oggi merita la riconferma dimostrando di essere il giusto giocatore capace di tagliare le difese avverarie.