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PAGELLE/ Inghilterra-Italia (2-4 d.c.r): i voti dei protagonisti (quarti di finale Euro 2012)

Inghilterra-Italia si chiude 2-4 dopo i calci di rigore. Passaggio del turno meritato per gli uomini di Prandelli troppo sciuponi sotto rete. Le pagelle dei protagonisti.

Andrea Pirlo, MVP dell'incontro (Infophoto) Andrea Pirlo, MVP dell'incontro (Infophoto)

LE PAGELLE DI INGHILTERRA-ITALIA (RISULTATO: 2-4 d.c.r): I VOTI DEI PROTAGONISTI - Inghilterra-Italia si decide ai calci di rigore dopo novanta minuti di puro assedio azzurro. Gli uomini di Prandelli dominano in lungo e largo la contesa, colpendo due pali e sfiorando a più riprese il vantaggio. Manca soltanto il gol e così, nonostante gli uomini di Prandelli imprimano il loro marchio su tutta la sfida, la gara viene prolungata sino ad oltre il 120esimo minuto. 

Inghilterra-Italia, voto 7: Nonostante il netto dominio della nazionale azzurra è stato comunque un quarto di finale estremamente divertente ed emozionante. La sterilità offensiva (e la sfortuna) degli uomini di Prandelli hanno regalato una sfida ad alto contenuto emotivo, nel quale l'Inghilterra, pur creando poco o nulla, ha avuto un paio di occasioni per portarsi a casa la qualificazione alle semifinali.

 

Inghilterra


Hart 6: Tutt'altro che spettacolare, vince comunque il premio efficacia, opponendosi a tutte le conclusioni azzurre. Completamente da rivedere la convergenza dei piedi.

Johnson 6.5: Prima tempo all'assalto, ripresa più prudente ma premiata da un salvataggio decisivo su Nocerino. Perde brillantezza alla distanza, ma resta comunque lucido.

Lescott 6: Pur disseminando qualche incertezza qua e là nell'arco dei 120 minuti, la difesa inglese regge l'onda d'urto.

Terry 6.5: Autoritario e preciso. Poche sbavature e nessuna concessione allo spettacolo. Quando c'è da sparare lontano non si fa pregare e confeziona, al fischio finale di Proenca, un'ottima prestazione.

Cole 5.5: Meno propositivo rispetto a Johnson, ha l'ingrato demerito di sbagliare il rigore decisivo.

Milner 5.5: Ruvido e spigoloso, ma non punge. (Dal 60' Walcott 6: Le rare volte in cui viene imbeccato diventa automaticamente il pericolo numero uno per i difensori azzurri).

Gerrard 6: Cuor di leone. Non brilla particolarmente, ma rimane in campo nonostante un infortunio lo costringa a non poter forzare per oltre un'ora. Al termine di quest'epopea trova anche la freddezza per freddare il miglior portiere al mondo dagli undici metri.

Parker 5.5: Preso in mezzo dall'ottimo centrocampo azzurro non trova mai il bandolo della matassa, anche se in qualche modo, pur barcollante, riesce a reggere. (94' Anderson 5.5: Praticamente non entra in partita).

Young 5.5: Scala presto sulla linea dei difensori e si arma di elmetto per reggere alla pressione di Abate e Maggio. Barcolla a più riprese e crolla dal dischetto, oppresso dalla tensione e respinto dalla traversa.

Welbeck 5: Abbandonato troppo a sé stesso, sin quando rimane in campo si sbatte molto, ma torna più utile in fase difensiva che altro. (Dal 60' Carrol 6: Il suo ingresso ha il merito di alleggerire la pressione degli azzurri. Una calamita per palloni aerei; una calamità per la manovra).

Rooney 5.5: Si sbatte, ma è ancora lontano parente del Rooney che incanta l'Europa alle dipendenze di Sir. Alex. Chiude nel modo peggiore un'annata tutt'altro che indimenticabile.


All. Hodgson 5.5: Tutti dietro la linea della palla e poi colpire in contropiede. Prepara la partita seguendo questa direttiva. Gli riesce benissimo la prima parte, meno bene l'applicazione delle ripartenze.