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ITALIA-GERMANIA (2-1)/ La cronaca e il tabellino della partita di Euro 2012 (semifinale)

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SuperMario Balotelli, matchwinner con una doppietta (Infophoto)  SuperMario Balotelli, matchwinner con una doppietta (Infophoto)

LA CRONACA E IL TABELLINO DI ITALIA-GERMANIA (RISULTATO: 2-1) - Corsi e ricorsi storici. Italia-Germania si chiude con il risultato di 2-1 e ci proietta in finale. Partita straordinaria della selezione italiana che mette a segno uno straordinario 1-2 nel primo tempo e chiude ogni spazio sino all'ultimo secondo. Non basta il rigore di Ozil, perché la doppietta di Balotelli lancia la selezione di Prandelli nell'olimpo, a Kiev, dove ci si giocherà il tutto per tutto.

SINTESI PRIMO TEMPO – Per fare sogni fantastici ad occhi aperti, l'Italia di Prandelli conferma l'undici anti-Inghilterra con la sola eccezione di Chiellini in luogo di Abate, con Balzaretti dirottato sull'out destro e Pirlo a giostrare in mezzo al campo. La Germania, dal canto suo, alimentata dalla sete di vendetta per le sconfitte più o meno recenti, parte a spron battuto.I primi minuti si sciolgono nella nostra gestione del pallone, mentre la Germania ci pressa aggressiva. La prima occasione per loro capita su calcio piazzato: colpo di testa di Hummels, Buffon in terra di nessuno è superato, ma Pirlo devia provvidenzialmente sulla linea di porta. Dopo il quarto d'ora la Germania guadagna campo e fiducia. Al 15' Barzagli sventa in corner un pericoloso cross da destra, e sul corner seguente Buffon oppone le manone alla sventola da fuori di Kroos. La prima occasione per l'Italia porta la firma di Montolivo: al 17' raccoglie da Cassano al limite e trova lo spazio per un destro velenoso ma troppo lento, parato a terra da Neuer. Al 19' ci prova Cassano: il suo destro a giro dai venti metri impegna il portiere tedesco nella parata in tuffo. Al 20', culmine dell'equilibrio, si spacca la partita: lancio per Cassano che controlla il pallone largo a sinistra; Fantantonio sfugge al raddoppio di marcatura e centra morbido, Badstuber è scavalcato e Balotelli non fallisce il colpo di testa. Italia in vantaggio al 20' minuto. I tedeschi cercano la reazione ma lo svantaggio gli mozza parzialmente le gambe: la prima occasione degna di nota arriva così al 27', con un percussione di Ozil chiuda da un sinistro basso a cercare l'angolino, parato a terra da Gigi. Al 31' Boateng sfonda sulla fascia destra: salta la scivolata di Chiellini e arriva al cross morbido, sul secondo palo fondamentale la chiusura di Barzagli che anticipa Podolski. Al 34' l'Italia trova un ghiotto contropiede: al limite Cassano apre un corridoio per l'accorrente Montolivo che però esita al momento di calciare, favorendo il recupero di Hummels. Un minuto dopo la dura legge del gol rischia di punirci: Sami Khedira pesca un destro al volo di pregevole fattura, dai 29 metri, ma Gigi è attentissimo e devia in volo (35'). Due minuti dopo un rilancio trova clamorosamente impreparata la difesa tedesca: il rlancio di Montolivo diventa così il più comodo degli assist per Balotelli, che può partire indisturbato verso la porta. A questo punto Mario fa la cosa più semplice: attende il rimbalzo della palla e la calcia di collo destro pieno: cannonata imprendibile per il povero Neuer, il raddoppio è servito. Mario esulta, grida e si leva la maglia: ammonito, ma chissenefrega. Al riposo andiamo in vantaggio di due gol: forza ragazzi, la strada è quella giusta.

SINTESI SECONDO TEMPO – Dall'intervallo parte la rivoluzione tedesca. Fuori Gomez e Podolski, dentro Reus e Klose. Le mosse sembrano pagare perché gli uomini di Loew trovano maggiore spazio e profondità mentre i nostri arrancano alla ricerca di riferimenti che, senza bruttissimo Gomez della prima frazione di gioco, vengono immancabilmente meno. Il primo quarto d'ora è così il momento di massima pressione. Reus converge dalla destra superando Bonucci, ma sparando addosso a Buffon (47'). Diversi minuti dopo è il turno di Ozil che entra in area ed arriva sul fondo, il passaggio all'indietro per Khedira non trova però la giusta correzione verso la porta. Passano i minuti ed ogni secondo di resistenza finisce per incidere sempre più pesantemente sul morale della nazionale tedesca. La retroguardia di Prandelli è un muro che ricorda quello straordinariamente eretto nella Berlino del 2006. Barzagli è il novello Cannavaro, mentre Bonucci un apprendente Materazzi. Dopo un quarto d'ora di forcing tedesco a suonare nuovamente la sveglia è il solito Balotelli che rompe la pressione con un diagonale di poco fuori (59'). Inizia poi la girandola dei cambi, la prima mossa del tecnico azzurro prevede l'innesto di Diamanti per uno stanco, ma fondamentale, Cassano. Il fantasista del Bologna si presenta con una conclusione da metà campo che per poco non sorprende Neuer. Al 61' Reus prova a riaprire i conti con una punizione dal limite, ma Buffon allunga sulla traversa con un guizzo da miglior portiere del mondo. È l'ultimo vero segnale della Germania per molti minuti perché gli azzurri guadagnano metri e coraggio sorretti da una linea mediana mai così in forma. Marchisio fallisce una ghiotta occasione calciando a lato il suggerimento di Diamanti, Balotelli concede l'inchino ed abbandona il campo borbottando tra i crampi. Poi ancora Marchisio spara a lato, ignorando il neo entrato Di Natale al termine di una cavalcata formidabile. Nella fiera dei gol divorati c'è però spazio anche per il capitano dell'Udinese che involatosi da solo verso la porta di Neuer, temporeggia troppo emulando il Balotelli di Italia-Spagna. Nel finale di gara, aver mancato il matchball, costringe a minuti da cardiopalma. Nel giro di soli tre minuti prima Balzaretti salva in diagonale su Reus, poi Buffon e Bonucci contrastano la conclusione di Hummels ed infine Balzaretti tocca il pallone con il braccio, dopo un fallo piuttosto evidente di Klose. Per Lannoy è calcio di rigore. Ozil non sbaglia e riapre la partita per i tre minuti che ci dividono dal triplice fischio finale. Non succede più nulla, nonostante un Neuer spericolato ed una Germania tutta riversata in attacco. Domenica si va a Kiev, a giocare contro i campioni di tutto della Spagna, per chiudere quel ciclo che gli iberici hanno aperto quattro anni fa, battendo proprio noi ai rigori. È arrivato il momento di riprenderci ciò che è nostro.



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