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Calcio e altri Sport

ITALIA-SPAGNA (FINALE EURO 2012)/ Qui Madrid: ecco il segreto del nostro triplete

Un lettore spagnolo rende merito alla vittoria della Spagna, che con questo trionfo europeo entra definitivamente nella storia del calcio. Italia distrutta, in barba alla crisi economica.

La Spagna campione d'Europa (Infophoto)La Spagna campione d'Europa (Infophoto)

Al suono di valzer, tango e un po’ di techno, la Spagna ha ottenuto qualcosa di straordinario, che nessuno era mai riuscito a fare: vincere consecutivamente un campionato europeo, un campionato mondiale e un altro campionato europeo. Nemmeno la grande Germania di Helmut Schoen, quella degli anni '70 impostata sul blocco del Bayern Monaco che si portò a casa tre Coppe dei Campioni in serie. Sul miglior palcoscenico, con la più grande delle pressioni, una nazione immersa in una forte crisi sociale ed economica e una pretesa mai conosciuta dal calcio spagnolo, ventitré giocatori provenienti da un Paese capace di far innamorare quanto il loro modo di giocare, sono riusciti a fare quello che nessuno aveva mai fatto e, come se non bastasse, a vincere con quattro gol contro un’Italia scesa in campo senza nessuna intenzione di uscirne sconfitta. E' la più grande vittoria di sempre in un campionato europeo, è la prima vittoria della Spagna in gare ufficiali contro l'Italia in 92 anni di storia. La vittoria di ieri sera della nazionale spagnola mi fa dire questo: amici, bisogna essere coscienti di quello che è successo negli ultimi quattro anni. Questo non è normale, tanto meno per quello che è il nostro combinato nazionale. Questo straordinario risultato potrà avere diversi segreti, ma sentendo in qualche video Vicente Del Bosque che dice: “Giocate con i vostri compagni, dipendete da loro”, non serve altro. Mi arrendo davanti a questo, alla tranquillità e alla certezza messi in un modo di giocare. Qualche settimana fa aveva parlato del fatto che questa è la generazione che ci ha permesso di sognare e di pretendere. Oggi il sogno è realtà e la pretesa è stata dimenticata in ogni passaggio, in ogni tocco e, naturalmente, in ogni gol. Abbiamo distrutto calcisticamente l’Italia, con eleganza (e un atteggiamento per certi versi di “imperialismo”) dentro e fuori dal terreno di gioco. Dopo la pioggia di critiche, Del Bosque e i suoi sono tornati a lavorare in silenzio, giorno dopo giorno, incassando un solo gol, difendendosi con la palla e “uccidendo” gli avversari con la stessa palla. In più...