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ITALIA-SPAGNA (FINALE EURO 2012)/ Qui Madrid: ecco il segreto del nostro triplete

Pubblicazione:lunedì 2 luglio 2012 - Ultimo aggiornamento:lunedì 2 luglio 2012, 11.57

La Spagna campione d'Europa (Infophoto) La Spagna campione d'Europa (Infophoto)

ITALIA-SPAGNA FINALE EURO 2012 - Al suono di valzer, tango e un po’ di techno, la Spagna ha ottenuto qualcosa di straordinario, che nessuno era mai riuscito a fare: vincere consecutivamente un campionato europeo, un campionato mondiale e un altro campionato europeo. Nemmeno la grande Germania di Helmut Schoen, quella degli anni '70 impostata sul blocco del Bayern Monaco che si portò a casa tre Coppe dei Campioni in serie. Sul miglior palcoscenico, con la più grande delle pressioni, una nazione immersa in una forte crisi sociale ed economica e una pretesa mai conosciuta dal calcio spagnolo, ventitré giocatori provenienti da un Paese capace di far innamorare quanto il loro modo di giocare, sono riusciti a fare quello che nessuno aveva mai fatto e, come se non bastasse, a vincere con quattro gol contro un’Italia scesa in campo senza nessuna intenzione di uscirne sconfitta. E' la più grande vittoria di sempre in un campionato europeo, è la prima vittoria della Spagna in gare ufficiali contro l'Italia in 92 anni di storia. La vittoria di ieri sera della nazionale spagnola mi fa dire questo: amici, bisogna essere coscienti di quello che è successo negli ultimi quattro anni. Questo non è normale, tanto meno per quello che è il nostro combinato nazionale. Questo straordinario risultato potrà avere diversi segreti, ma sentendo in qualche video Vicente Del Bosque che dice: “Giocate con i vostri compagni, dipendete da loro”, non serve altro. Mi arrendo davanti a questo, alla tranquillità e alla certezza messi in un modo di giocare. Qualche settimana fa aveva parlato del fatto che questa è la generazione che ci ha permesso di sognare e di pretendere. Oggi il sogno è realtà e la pretesa è stata dimenticata in ogni passaggio, in ogni tocco e, naturalmente, in ogni gol. Abbiamo distrutto calcisticamente l’Italia, con eleganza (e un atteggiamento per certi versi di “imperialismo”) dentro e fuori dal terreno di gioco. Dopo la pioggia di critiche, Del Bosque e i suoi sono tornati a lavorare in silenzio, giorno dopo giorno, incassando un solo gol, difendendosi con la palla e “uccidendo” gli avversari con la stessa palla. In più...


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