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OLIMPIADI LONDRA 2012/ Il meglio dei Giochi: da Rudisha alla Vezzali, ecco cosa non dimenticheremo

Ecco il meglio delle Olimpiadi di Londra 2012: i grandi protagonisti, le imprese da ricordare, le gare più emozionanti. Bolt, Phelps ma non solo: il 'Best of' di questi Giochi Olimpici.

David Rudisha festeggia l'oro con record del mondo negli 800 (Infophoto) David Rudisha festeggia l'oro con record del mondo negli 800 (Infophoto)

OLIMPIADI LONDRA 2012: I CAMPIONI E LE VITTORIE DA RICORDARE – Sono stati i Giochi Olimpici di Usain Bolt e Michael Phelps. Sono passati quattro anni da Pechino, ma anche le Olimpiadi di Londra 2012 hanno avuto come protagonisti assoluti il velocista giamaicano e il nuotatore americano. Usain Bolt ha fatto la doppietta 100-200 per la seconda volta consecutiva, impresa mai riuscita a nessuno, e come in Cina pure a Londra ha unito ai due successi individuali pure quello in staffetta (con record del mondo); Michael Phelps – pur gareggiando con ritmi più umani rispetto ad Atene e Pechino – ha aggiunto alla sua impareggiabile collezione di medaglie altri quattro ori e due argenti, arrivando a un totale di 22 medaglie olimpiche delle quali 18 d'oro.

Eppure, gli autori delle imprese più notevoli nell'atletica e nel nuoto non sono stati loro. Sulla pista dello stadio Olimpico le due imprese tecnicamente più rilevanti sono state ottenute da David Rudisha e dalla staffetta 4x100 donne degli Stati Uniti. Il keniano ha vinto gli 800 con il record del mondo, una rarità assoluta nelle gare olimpiche, dove non ci sono le 'lepri' e dove il tatticismo spesso la fa da padrone: ebbene, lui si è messo in testa fin da subito e facendo tutto da solo ha abbattuto il muro dell'1'41 (1'40”91). Le velociste americane invece hanno finalmente abbattuto un 'muro' che resisteva da 27 anni, uno di quei record ancora griffati Germania Est e che imbarazzano l'atletica femminile: 55/100 abbassati in un colpo solo, su una gara così corta come la staffetta veloce, sono una impresa da ricordare. Nel nuoto – come solito – i record sono stati di più, e l'impresa è stata proprio questa: i tempi ottenuti negli anni dei 'super-costumoni' non sono inarrivabili. Le citazioni principali vanno però a Sun Yang, che ha polverizzato il record dei 1500 sl uomini, a Rebecca Soni, che ha infranto il muro dei 2'20” sui 200 rana donne, e a Missy Franklin, presente e futuro del dorso femminile.

Due imprese italiane entrano nel 'best of' dell'intera Olimpiade: il primo è il dominio totale nel fioretto femminile del nostro Dream Team, che ha monopolizzato il podio individuale e ha distrutto tutte le avversarie con facilità irrisoria nella gara a squadre. Ci perdonerà Elisa Di Francisca – che è tornata a casa col doppio oro – ma il mito da celebrare (lo ha fatto anche Jacques Rogge) è Valentina Vezzali, che arriva a quota nove medaglie olimpiche di cui sei d'oro, una carriera leggendaria che dura da Atlanta 1996.