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LANCE ARMSTRONG/ Stagi: radiato e privato dei Tour per doping? Non credo, ma la sua favola è finita (esclusiva)

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Lance Armstrong (InfoPhoto)  Lance Armstrong (InfoPhoto)

Ora cosa succederà? Probabilmente la Wada, l’Agenzia mondiale anti doping, chiederà alla “consorella” americana tutta la documentazione  su Armstrong, il cui dossier verrà passato anche all’UCI. Alcune commissioni valuteranno poi la situazione e decideranno se radiarlo o meno, anche se in realtà Armstrong si è già ritirato. Ribadisco però che esiste un regolamento e che questo parla chiaro: ogni manifestazione sportiva va in prescrizione dopo otto anni. Solo per fare un esempio, vorrei citare il caso di Bjarne Riis.

Ci dica. Quando esplose il caso e il ciclista ammise di essersi dopato, nessuno tentò di togliergli il Tour de France. Di lui ricordiamo la celebre frase: “La maglia gialla è in una scatola di cartone a casa mia: se qualcuno la vuole, se la venga a prendere”. Resta però il fatto che nell’albo d’oro del Tour e in quello dell’UCI il nome di Bjarne Riis è riportato senza alcun asterisco, proprio perché quel Tour è caduto in prescrizione. Lo ha vinto lui, punto.  

A parte il regolamento, cosa pensa adesso di Armstrong? A livello morale Armstrong è già condannato. Non è più l’eroe di qualche tempo fa e la sua favola non è più così bella, impoverita dal seguito della sua storia. Quello che dice il direttore dell’Usada è ovvio: chi vince barando non si può considerare un eroe. Oltre alle tante prove schiaccianti, Armstrong ha deciso anche di non difendersi, accettando le conseguenze di una condanna, e questo lo rende inevitabilmente colpevole.   

 

(Claudio Perlini) 



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