BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

ITALIA-MALTA 2-0/ La cronaca e il tabellino della partita di qualificazione dei mondiali 2014

L'Italia vince due a zero a Modena contro Malta, conquistando tre punti che si aggiungono a quello ottenuto in Bulgaria. La cronaca e il tabellino della partita tra Italia e Malta

Gigi Buffon (Foto: Infophoto) Gigi Buffon (Foto: Infophoto)

L'Italia vince due a zero a Modena contro Malta, conquistando tre punti che si aggiungono a quello ottenuto in Bulgaria. Ma le notizie dal Braglia sono tutt'altro che positive, visto che il gioco sviluppato è di quelli che non esaltano, e di riflesso l'incapacità di bucare un avversario così modesto lascia perplessi circa l'avvio del nuovo corso di Prandelli, quello verso Brasile 2014. E francamente non mi sorprende il poco l'entusiasmo attorno alla Nazionale, nei bienni che intercorrono tra le grandi manifestazioni internazionali: i primi a prendere questi impegni sottogamba sembrano infatti essere i giocatori, che specialmente stasera hanno trattato la partita come un'amichevole, senza mai schiacciare il piede sull'acceleratore e anzi limitandosi spesso ad un possesso palla tanto sterile quanto noioso. La compagine maltese, arrivata senza pretese nè timore reverenziale, dal canto suo fa una gara onesta, conscia delle proprie capacità (poche), limitandosi ad un'ordinata fase difensiva e ad un pressing aggressivo, fin quando le gambe hanno retto.
Prandelli rivoluziona la squadra rispetto al pareggio in terra bulgara: difesa a 4, con le novità Peluso e Cassani terzini, e rombo a centrocampo, con Diamanti a supporto del tandem giallorosso Destro-Osvaldo. Ma il cambio degli addendi non muta il risultato, come succede in matematica, tanto che le azioni azzurre sono tutt'altro che frizzanti. Se dopo 5 minuti infatti l'Italia è già in vantaggio, si deve alla sciagurata diagonale difensiva maltese, che buca una verticalizzazione di Marchisio per Destro che, a tu per tu con Hogg, appoggia in rete il vantaggio azzurro. Ma la partita dei nostri sembra terminare qua, almeno come soluzione offensiva, visto che gli 11 prandelliani, forse sorpresi per l'inaspettato vantaggio, gestiscono il gol con un possesso infinito, ma mai pungente. Osvaldo resta fuori dalla manovra, Destro svolazza a destra e sinistra, Pirlo sembra essersi preso un giorno di pausa, e così l'unico a dannarsi l'anima è Diamanti, predicatore nel deserto. Tuttavia, in modo ingrato, Prandelli decide di togliere proprio il trequartista del Bologna, decidendo di inserire Insigne.
E la mossa si rivela vincente visto che lo scugnizzo napoletano, piazzatosi a sinistra, s'infiamma subito come un cerino, scaldando anche il resto della squadra e il pubblico sugli spalti. Purtroppo però è l'unico a giocare sul serio, a provare a saltare l'uomo e a correre convinto su e giù per la fascia, tanto che o la palla passa dalle sue parti, o è una noia mortale. Il merito però del giovane azzurro è quello di aumentare la dinamicità della squadra, che se non altro attacca più convinta l'avversario, sempre più alle corde a livello di fiato e gambe. Il portiere Hogg però non è mai davvero sollecitato, se non in sporadiche occasioni, e così accarezza l'idea di aver subito solo un gol fino al 92', quando sul più bello Peluso gira in rete di testa un corner di Pirlo, per la gioia del pubblico accorso a frotte allo stadio.
Finisce così, con un due a zero dal retrogusto molto amaro: prendiamo buoni i tre punti, chiudendo un occhio per tutto il resto, accettando tutte le "scuse" che si possono apportare. D'altronde, Prandelli ha dimostrato di potersi meritare la nostra fiducia, e sarebbe ingrato puntare il dito contro di lui per due partite mezze storte: la strada ancora è lunga, le potenzialità ci sono, così come la certezza che questa squadra crescerà.
Però almeno, la prossima volta, nessuno si lamenti se esiteremo un attimo in più davanti alla possibilità di guardarci un bel film...