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Fed Cup 2013/ Italia-Russia, le nostre avversarie decimate da rinunce e "finti" infortuni

Il 2 e 3 novembre si gioca a Cagliari Italia-Russia, finale di Fed Cup: le nostre avversarie si presenteranno in Sardegna decimate da rinunce e infortuni che appaiono decisamente sospetti

Irina Khromacheva, 18 anni, è la ventesima russa nel ranking WTA (numero 231) Irina Khromacheva, 18 anni, è la ventesima russa nel ranking WTA (numero 231)

Questione di scelte, di opportunità e priorità. E' sempre così, e la Russia che affronta la finale di Fed Cup, la nona della sua storia (quattro vittorie) si presenterà a Cagliari a sfidare l'Italia con una squadra che, vista così, fa pensare che forse si possa anche non scendere in campo, e assegnare il titolo d'ufficio. Per carità: di miracoli nel mondo dello sport se ne visti tanti e anche troppi, e la stessa Russia (che si chiamava Unione Sovietica) ne sa qualcosa, nel bene (finale di basket a Monaco 1972) e nel male (il miracolo sul ghiaccio di Lake Placid, 1980). Qui però, forse, siamo addirittura oltre. Il capitano Shamil Tarpischev si ritroverà, il prossimo 2 e 3 novembre in Sardegna, a guidare una squadra priva delle sue migliori giocatrici e con un quartetto che ha possibilità scarse o quasi nulle di centrare anche un solo punto. Esagerazione? No. In Russia si è già aperto il dibattito: vere defezioni, o semplici rifiuti dettati da altro? In qualche caso i malanni sono veri: vale ad esempio per Darja Gavrilova, biondona del 1994 e numero 129 del ranking WTA, una che comunque non avrebbe fatto la differenza. Le altre, chi più chi meno, si sono tirate indietro: Maria Sharapova è fuori da agosto e ha rinunciato anche ai Championships, ma anche al top della forma non si sarebbe presentata. Non gioca la Fed Cup da anni, è sempre stata riluttante a partecipare ed è russa giusto perchè le è capitato di nascere lì: trapiantata da subito in Florida, le connazionali non la conoscono e non ne hanno una stima particolarmente elevata. Poi: Maria Kirilenko, Elena Vesnina e Anastasia Pavlyuchenkova, tre che frequentano la Top 20 da tempo (la prima è anche riuscita a entrare nelle dieci) sono tutte al Master B di Sofia, che inizia il 29 ottobre e mette in palio punti per la classifica WTA e, soprattutto, montepremi. Ecco qui le scelte: così come quella, o almeno pare, di Svetlana Kuznetsova che ufficialmente è infortunata ma dietro le quinte potrebbe non esserlo affatto. Chiude il cerchio Ekaterina Makarova: vero che è uscita dagli Us Open (dove ha raggiunto i quarti di finale) con un polso mal ridotto, ma che sia a Istanbul a giocare il Master di doppio con la Vesnina è un dato di fatto (e attenzione, perchè la loro coppia ha già battuto le nostre Errani-Vinci ed è tra le migliori al mondo). Così, la Russia è in frantumi: Corrado Barazzutti può schierare 4 giocatrici nelle prime 50 al mondo, con Francesca Schiavone - che ha vinto anche uno Slam - e Flavia Pennetta che sono state Top 10, il suo collega Tarpischev si presenta a Cagliari con una lista che recita: Alexandra Panova, 24 anni, numero 138 WTA (top 71), nessun titolo WTA; Alisa Kleybanova, 24 anni, numero 186 WTA con un passato da Top 20 ma anche un anno e mezzo di inattività a causa del linfoma di Hodgkin. Da poco è rientrata nel circuito e ha anche vinto qualche partita importante, ma la forma è quella che è. Poi: Irina Khromacheva, numero 231 WTA, 18 anni e quattro vittorie a livello ITF, che giocherà con tutta probabilità il doppio e ha forse una carriera luminosa davanti a sè ma non è ancora matura per essere competitiva a questi livelli; e Margarita Gasparyan, che di anni ne ha 19 ed è fuori dalle prime 300 del ranking. Pensare che una di loro possa impensierire le nostre quattro giocatrici è decisamente arduo. In paragone, è più o meno come se l'Italia si presentasse con Nastassja Burnett, Alberta Brianti, Maria Elena Camerin e Angelica Moratelli: decisamente, non reggono il confronto con le migliori. Incredibile: la Russia ha attualmente sei giocatrici nelle prime cento al mondo, più Nadia Petrova che ne è scivolata fuori da poco tempo ma è stata numero 3 e ha giocato un paio di semifinali Slam. Forse, insieme alla Repubblica Ceca (e a Serbia, Croazia e Germania, almeno in prospettiva), si tratta della Nazionale più competitiva, eppure si ritrova a contare i pezzi. Concediamo il beneficio del dubbio perchè si parte sempre da zero a zero, ma se la Russia sarà questa l'Italia potrebbe presto ritrovarsi con la quarta Fed Cup in bacheca.

(Claudio Franceschini)

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