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Ss Lazio/ Video, il presidente Lotito polemizza con i giornalisti per la Salernitana

Discussione molto aspra di Claudio Lotito con una giornalista al termine di Salernitana-Viareggio: interviene anche l'Ordine dei giornalisti della Campania in difesa della collega De Simone

Claudio Lotito (Infophoto) Claudio Lotito (Infophoto)

Il momento non è dei migliori per Claudio Lotito nel calcio. Il presidente della Lazio deve infatti affrontare il momento difficile della squadra biancoceleste (compreso il giallo sulle dimissioni di Vladimir Petkovic), ma non riesce a sorridere nemmeno con la Salernitana, società che milita nella Prima Divisione di Lega Pro (girone B) e di cui Lotito è proprietario. Domenica il dirigente era appunto andato a vedere dal vivo la partita della formazione campana, che era impegnata in casa contro i toscani del Viareggio. Le cose non sono andate benissimo, con un pareggio casalingo (1-1) che lascia la Salernitana in una anonima ottava posizione, e il dopo-partita allo stadio Arechi è stato piuttosto caldo, con un aspro dibattito fra lo stesso patron romano e la giornalista dell'emittente televisiva locale Lira tv, Francesca De Simone, le cui domande non sono risultate gradite a Lotito, che ha reagito bruscamente. Da un dibattito squisitamente tecnico, sul modulo di gioco e sull'atteggiamento, si passa in breve ad un botta e risposta piuttosto aspro, in cui Lotito ha accusato la De Simone di “confondere il pallone con il calcio”, lamentandosi poi del fatto che i salernitani non sono mai soddisfatti invitandoli dunque a farsi avanti per acquistare la società, che in effetti è stata rilanciata proprio da Lotito dopo il fallimento, con due promozioni consecutive che l'hanno riportata quanto meno nella vecchia serie C1. Sul caso è intervenuto anche il presidente dell'Ordine dei giornalisti campano, Ottavio Lucarelli, che ha stigmatizzato quanto accaduto, dato che il patron ha finito per accusare la giornalista di non capire nulla: “Lotito ha reagito in modo scomposto offendendo la collega De Simone. Nessun ruolo, proprietario o dirigenziale può giustificare questi gravi atteggiamenti che l'Ordine ha sempre censurato con forza”.