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Calcio e altri Sport

Pagelle/ Parma-Milan: i voti della partita (Serie A nona giornata)

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Bene per 94’, si fa beffare da 30 metri a pochi secondi dalla fine, sulla punizione di Parolo si stende in ritardo e non i arriva più.

Spinge molto sulla corsia e controlla il diretto avversario. I cross però non sono sempre precisi.

Male nel primo tempo, si riscatta nella ripresa in cui vince molti contrasti aerei e annulla i tentativi di attacco del Parma.

Come il compagno di reparto meglio nella ripresa. Riassapora la gioia del gol dopo molto tempo trovando la rete del 2-2 sugli sviluppi di calcio d’angolo.

Non vince un duello contro Biabiany che sulla sua corsia fa quello che vuole. I primi due gol dipendono molto da lui.

Tra i più positivi nel primo tempo, sfiora il gol ed è sempre presente per lottare a centrocampo. Esce per scelta tecnica.

(dal 52’) KAKA’ 6: si piazza in mezzo a Robinho e Birsa e dietro a Matri per fare a punto di cucitura in tutte le azioni offensive dei rossoneri. Sbaglia in due occasioni l’appuntamento con il gol sul 2-2.

Bene nel recupero palla ma una volta in possesso rallenta spesso la manovra rendendo le azioni troppo prevedibili.

Una vera e propria diga di centrocampo, buona prestazione.

Si muove molto sulla trequarti: nel primo tempo molti spunti che non vengono concretizzati, cala nella ripresa.

Poco ispirato, cerca di dialogare con i compagni ma la retroguardia del Parma gli nega ogni tentativo. Ammonito per simulazione, chiude prematuramente una brutta partita.

(dal 52’) MATRI 6:  torna al gol dopo molto tempo, riaccende le speranze rossonere ma nel proseguo del match gli forniscono troppi pochi palloni per continuare a fare la differenza.

Spreca molti palloni una volta che la squadra arriva al limite dell’area, meglio nel nuovo assetto rossonero con Kakà e Matri dove si intende meglio con i compagni. (dall’88’) SAPONRA: S.V.

La squadra non gira ancora, troppo fragile in difesa e poco ficcante davanti anche con Balotelli. Dalla sua però azzecca il doppio cambio che ha cambiato la partita.

(Giorgio Davico)

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