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Pagelle/ Master WTA 2013, i voti alle protagoniste dei Championships: quarto titolo per Serena Williams

Pubblicazione:lunedì 28 ottobre 2013

Serena Williams, quarto Master in carriera (Infophoto) Serena Williams, quarto Master in carriera (Infophoto)

ANGELIQUE KERBER 6,5 Arrivata in Turchia con polemiche per una wild card ottenuta a Linz che le ha poi dato titolo e punti per la qualificazione (ma li avrebbe probabilmente presi a Mosca, bypassando il problema), la tedesca in crisi di identità dopo un meraviglioso 2012 si è ritrovata giusto in tempo per essere ai Championships per la seconda volta consecutiva. La vittoria netta contro la Radwanska le ha regalato uno spareggio contro la Kvitova per la semifinale: vinto il primo set ha ceduto, ma ha dato a tutti l'impressione di poter tornare quella giocatrice che arriva in fondo negli Slam e può battere chiunque. Certo deve migliorare certi aspetti del suo gioco e la concentrazione nei momenti topici, ma intanto chiuderà l'anno in Top Ten, ancora una volta: mica male per la Germania, che dai tempi di Steffi Graf aspetta un'altra campionessa.

SARA ERRANI 5,5 D'accordo il problema il polpaccio e che, a differenza delle altre, giocava anche il doppio; tuttavia, la sconfitta rimediata contro la Azarenka, alla fine decisiva per l'eliminazione, nasce da un blackout che ha permesso alla bielorussa di vincere il set partendo da 2-5. Visto come Vika è finita nei giorni successivi, ci si mangia le mani ancora di più. Resta la solita impressione: chiudere in Top Ten ancora una volta è un grande traguardo, così come i traguardi raggiunti fin qui (semifinale al Roland Garros e a Indian Wells). Tuttavia, contro le prime della classe la bolognese non riesce mai a emergere fino alla vittoria (lo dicono i record: 6 vittorie e 34 sconfitte in carriera contro le altre sette presenti ai Championships). Ci lavorerà nel 2014: ora la finale di Fed Cup, per riscattarsi dall'altra beffa turca, ovvero l'eliminazione in semifinale nel doppio. Che sta diventando una maledizione: l'ultimo torneo vinto è stato a febbraio.

AGNIESZKA RADWANSKA 5 L'unica giustificazione che le si può trovare è la stanchezza: dagli Us Open la polacca non si è praticamente mai fermata, giocando a Seul (vittoria), Tokyo (fuori ai quarti) e Pechino (eliminata in semifinale). Anche così, però, non si pensava proprio che sarebbe tornata a casa con tre sconfitte sul groppone, nessun set vinto e un crollo verticale contro Kvitova e Kerber, entrambe ampiamente alla sua portata. D'accordo che la ceca è praticamente una bestia nera (record 1-5), ma che Aga potesse centrare anche la finale, con la Sharapova fuori dai giochi, era pensiero comune e dominante. Non è stato così, e adesso è pure stata scavalcata da Na Li in classifica, chiudendo il 2013 al quinto posto del ranking. Vale per lei lo stesso discorso fatto per altre: le manca un centesimo per fare l'euro, che in questo caso significa porsi al ilvello delle prime tre e riuscire a scalzarle. Dopo la finale di Wimbledon, un anno e mezzo fa, non ci è più riuscita. 

VICTORIA AZARENKA 4,5 La forma fisica non l'ha di certo aiutata: prima di arrivare a Istanbul, dagli Us Open con la finale raggiunta e persa al terzo set ha giocato pochissimo (fuori al secondo turno a Tokyo, al secondo a Pechino). Seconda parte di 2013 difficile, sfociata in un Master nel quale è parsa l'ombra di se stessa: nella prima partita ha concesso cinque volte la battuta a Sara Errani, poi non è mai stata in campo contro Jankovic e Li, venendo eliminata giustamente. Preserva il secondo posto nel ranking, solo che adesso Serena Williams è lontana più di cinquemila punti, e andare a riprenderla non sarà impresa facile. Il flop turco non cancella comunque quanto fatto: la vittoria agli Australian Open, poi a Doha e Cincinnati battendo in entrambi i casi Serena in finale, gli Us Open ancora una volta sfuggiti all'ultimo respiro. Resta l'unica in grado di vincere regolarmente contro la numero 1 al mondo, ma se non migliora il servizio saranno dolori.

(Claudio Franceschini)



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