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Pagelle/ Atalanta-Inter: i voti della partita (Serie A decima giornata)

(INFOPHOTO) (INFOPHOTO)

Incolpevole sul gol subito. Incerto, molto, sulle uscite.

(dal 1' s.t. CARRIZO 6,5 Salva il risultato sul tap-in di Yepes. Risponde bene ai tentativi degli orobici.)

Il suo tocco involontario alla mezzora della ripresa rischia di rovinare la sua prestazione comunque ricca di chiusure e interventi puntuali.

Ancora distante dal difensore insuperabile di un lustro fa. Troppo statico nell'occasione del gol di Denis, in costante difficoltà nei minuti conclusivi.

Spesso si fa sorprendere disattento dimenticandosi di controllare la zona di sua competenza.

Nel primo tempo divora metri e campo riuscendo a abbassare la difesa orobica. Nella ripresa cala, ma resta sul pezzo. (dal 41' s.t. TAIDER s.v.)

La sua attitudine nel tiro da fuori è diventata ormai un'abitudine, spesso però le sue conclusioni (quest'oggi tutte destinate in curva) spezzano azioni importanti per la squadra. Per il resto troppo lezioso e poco attento in fase difensiva.

(dal 21' s.t. ICARDI 6,5 Solo il palo gli impedisce di trovare la rete che probabilmente avrebbe deciso il match. Scalpitante.)

Si conferma elemento imprescindibile per la squadra contribuendo anche questa sera al regolare svolgimento della manovra.

Un elegante gesto tecnico gli permette di trovare il terzo gol in campionato, nel finale, invece, la sfortuna gli impedisce di trovare la doppietta con un missile dai 35 metri.

Quando prende coraggio macina metri e rischia di far male.

Quando si sgancia dalla posizione avanzata addolcisce la manovra interista. Tuttavia si rivela ancora timido e impacciato nelle scelte, perdendo troppi palloni in zone pericolose.

Solito lavoro dispendioso. Una sua capocciata permette ad Alvarez di trovare la via per il gol. Nel finale ha ancora fiato per creare scompiglio in area avversaria.

All. MAZZARRI 6 La sua squadra non si scompone, ma non riesce a trovare i meccanismi giusti per domare l'Atalanta. Troppe sbavature a centrocampo e poca cattiveria in attacco.

(Francesco Davide Zaza)

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