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Pagelle/ Juventus-Milan: i voti della partita, Giovinco cambia la partita (Serie A, settima giornata)

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Antonio Conte, allenatore della Juventus (Infophoto)  Antonio Conte, allenatore della Juventus (Infophoto)

PAGELLE JUVENTUS-MILAN (3-2): I VOTI DELLA PARTITA (SERIE A, SETTIMA GIORNATA) - La Juventus batte il Milan 3-2 nel posticipo della settima giornata di Serie A e tiene il passo di Roma e Napoli. Avvio shock per i bianconeri che dopo appena 19 secondi subiscono la rete di Muntari (il gol più veloce della stagione), ma reagiscono già dopo 15 minuti e nel secondo tempo ribaltano la situazione, restano in 11 contro 10 (espulso Mexes, già graziato in precedenza perchè non visto assestare un pugno sulla schiena di Chiellini) e allungano, salvo tremare nel finale per la doppietta di Muntari che rende vibrante il recupero. In classifica Juventus seconda a quota 19, Milan sempre più giù: dodicesimo, con 8 punti e -13 dalla vetta. JUVENTUS-MILAN, VOTO PARTITA, 7: partita molto bella e intensa, soprattutto nel primo tempo quando le squadre non si risparmiano con colpi di classe e di scena a ripetizione. Ripresa meno divertente, merito di una Juve che uccide la gara e l'avversario, anche se comunque è vibrante fino all'ultimo secondo, quando il Milan arriva addirittura a sfiorare il clamoroso pareggio. Risultato giusto, ma complimenti ad entrambe le squadre per una serata davvero divertente. VOTO JUVENTUS, 7: il primo tempo è irriconoscibile, si fa dominare dall'avversario proprio sul suo piano migliore, ovvero l'intensità. Anche nella ripresa, però, la squadra scende in campo senza quella tenacia che le aveva fatto recuperare lo svantaggio iniziale, e deve attendere la girandola dei cambi per riprendere vita. Con la forza dei nuovi entrati, riesce a piegare la gara a suo favore, con una ventina di minuti ad intensità pazzesca, che le permettono di non perdere il treno delle prime della classe. VOTO MILAN, 7: partita di grande personalità dei rossoneri. Un primo tempo da applausi, in cui fa la partita nella tana dei campioni d'Italia. Effettivamente paga il ritmo pazzesco nella ripresa, quando alla lunga si spegne subendo il doppio svantaggio, ma il solito gol in zona Cesarini fa quasi da preludio ad un pareggio impensabile, che non arriva per questione di centimetri. Tante cose da migliorare, vero, ma guardando i primi 45 minuti e considerando i rientri dei big, c'è da ben sperare. VOTO ARBITRO, SIG. ROCCHI, 6.5: buon arbitraggio, non si fa trascinare dall'emozione in un paio di contatti sospetti, ma nulla più, in area rossonera. Clamoroso però che non si accorga del pugno di Mexes a Chiellini, ma la giustizia divina fa il suo regalando al francese il rosso per somma d'ammonizioni.

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Pagelle Juventus-Milan: i voti del primo tempo - E' un pareggio per 1-1 il risultato finale del primo tempo di Juve-Milan. A sorpresa, l'annunciata marcia funebre rossonera diventa un quasi capolavoro, per ora riuscito a metà, visto che i rossoneri stanno mettendo sotto i padroni di casa proprio sul loro punto forte: l'atleticità. Infatti, i ragazzi di Allegri stanno disputando una partita incredibile per abnegazione e decisione in ogni contrasto, su ogni pallone. Avessero la stessa concentrazione anche nella fase finale dell'azione, per Conte si sarebbe messa molto male. Già, Conte, che si sbraccia a bordo campo senza capire cos'abbia la sua Juve. Eccetto i dieci minuti tra lo svantaggio e il pareggio, in cui si rivede la vera Juve, quella dell'anno scorso, i bianconeri sembrano da un'altra parte con la testa, sbagliando perfino nei fondamentali, con stop malamente sbagliati, cambi di gioco orizzontali preda degli avversari, e lanci lunghi nel deserto rossonero. Sicuramente, sull'andamento della gara influisce l'avvio shock, con Muntari che porta in vantaggio i suoi dopo nemmeno 30 secondi: tiro sporco di Nocerino da fuori area, palla sul secondo palo dove Muntari, dimenticato un po' come era successo con Bulut mercoledì, è abile di prima a insaccare col destro, con Buffon sbalordito. La Juventus stenta a crederci, e dopo qualche minuto di stordimento, mette insieme le idee e, spinta da uno splendido pubblico, parte all'assalto del fortino Allegri. Fortino che dura poco, solo dieci minuti, il tempo di un erroraccio di Quagliarella e due bordate di Asamoah e Chiellini, in quanto al quarto d'ora Pirlo, su punizione ingenuamente concessa da De Jong (perde il pelo ma non il vizio) ad un tarantolato Tevez, la mette tesa in porta, con Abbiati che devia, ma non a sufficienza. Da lì ci si aspetta l'assedio continuato, e invece il Milan, lasciati sbollire i bianconeri, si reimpossessa del campo. E lo fa con calma, riabbassando i ritmi, senza voler svegliare il can che dorme. Infatti non crea molto, solo un bel tiro da fuori di Zapata, complice la serata non ottima di Matri. Ma per ora è abbastanza, si va in pausa in pareggio. Aspettando la ripresa.

JUVENTUS, 5.5: a parte il recupero dello svantaggio, per il quale si spende tutta animo e corpo, la juve è irriconoscibile. Perde tutti i contrasti, o quasi, sbaglia un sacco di fondamentali, e i reparti non si accompagnano. Lancio lunghi in avanti, ma i due difensori rossoneri stasera sono in palla.

MIGLIORE JUVENTUS, Tevez, 6.5: il pareggio è per metà suo, visto che conquista la punizione di Pirlo con una cavalcata solitaria coast to coast. Inoltre, è l'unico che affronta i contrasti con tenacia e forza, avendo spesso la meglio. Predica nel deserto.

PEGGIORE JUVENTUS, Quagliarella, 5: l'uomo di coppa è rimasto con la testa alla Champions. Questo Quagliarella sembra voglia vivere di rendimento dal mercoledì: tiri, passaggi, sponde, la maggior parte dei quali fatti cercando la soluzione più difficile, e spesso sbagliando. E un gol mangiato che grida vendetta.

MILAN, 7: personalità impensabile. Fa la partita, aiutato dal vantaggio immediato, ma anche dopo aver subito il gol del pari, si rialza e si reimpadronisce del campo. Pressa col sangue agli occhi, consapevole di giocare una partita da dentro o fuori. E' l'atteggiamento giusto per uscire dalla crisi.

MIGLIORE MILAN, Muntari, 7: Montolivo fa girare la squadra a meraviglia, ma è nel medianaccio ghanese l'essenza dei rossoneri di stasera. A parte il gol, piuttosto fortunoso, non c'è un pressing che l'ex nerazzurro non faccia a tutta, dando l'anima, e i risultati si vedono, con una marea di palle recuperate, che permettono ribaltamenti improvvisi.

PEGGIORE MILAN, Matri, 5: l'ex della gara è sicuramente servito poco e male, ma ci mette del suo. Sembra molle, spettatore dei compagni, corpo estraneo a una squadra che forse non sente ancora tutta sua, come invece succedeva con l'altra maglia. Nostalgia o daltonismo? Fatto sta che i tre dietro con lui hanno vita facile.

PAGELLE JUVENTUS-MILAN: I VOTI DELLA PARTITA (SERIE A, SETTIMA GIORNATA PRIMO TEMPO) - Un punto per ciascuno: Catania e Genoa non si fanno male, e pareggiano 1-1 al Massimino. Le due squadre salgono a braccetto a quota 5 punti, fuori dalla zona retrocessione ma certamente ancora pericolanti. Alla fine, risultato che può essere salutato con ottimismo: gli etnei smuovono ancora la classifica, Gasperini esordisce senza perdere e dopo le battute a vuoto di Liverani (tre sconfitte consecutive) fa segnare quantomeno una tacca sul ruolino di marcia. CATANIA-GENOA, IL VOTO DEL MATCH: 5,5 Non poteva che venir fuori una partita nervosa da questo pomeriggio. Classifica e bisogno di fare risultato imponevano soprattutto accortezza, e in più il Genoa doveva assimilare il cambio in panchina. Poco divertimento, ma alle squadre in campo andava bene così. VOTO CATANIA 6 Maran si prende il punto e se lo porta a casa, pur sapendo di aver forse fatto meglio dell'avversario e di aver subito il pareggio in maniera beffarda. Va bene così: la squadra sta iniziando a carburare la stagione è lunga e c'è tutto il tempo per rialzarsi. VOTO GENOA 5,5 Lavori in corso. Gasperini con questa squadra ha dato spettacolo in passato, ma al momento non conta: serve innanzitutto fare un buon bottino, ed entrare in sintonia. Qualcosa da rivedere, ma il tecnico conosce l'ambiente e si rifarà. VOTO ARBITRO (CALVARESE) 6 Sembra vedere bene in occasione del gol annullato al Genoa, per il resto dirige la gara con buon piglio e senza troppe sbavature. 



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