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Probabili formazioni/ Parma-Juventus, per Conte turnover "scientifico". Le ultime novità (serie A, undicesima giornata)

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Un'immagine della partita della scorsa stagione (Infophoto)  Un'immagine della partita della scorsa stagione (Infophoto)

PROBABILI FORMAZIONI PARMA-JUVENTUS (SERIE A, UNDICESIMA GIORNATA): LE NOTIZIE ALLA VIGILIA - Non conosce soste la Serie A, e ci presenta nel weekend l'undicesima giornata. Il primo anticipo, quello del sabato alle 18, è Parma-Juventus: partita interessante che in passato ha vissuto di grandi episodi, lotte scudetto e finali di coppe nazionali ed europee. Oggi la situazione è leggermente diversa, ma il Tardini resta un campo difficile; in più i ducali hanno perso mercoledi sera e vorranno giustamente rifarsi. Hanno 12 punti in classifica, sono tranquilli rispetto alla zona retrocessione (+6) e affrontano una Juventus che arriva da due gare in cui ha raccolto 6 punti segnando sei gol e non incassandone nessuno. Una bella risposta agli scettici, ma domani pomeriggio l'effetto Real Madrid potrebbe nuovamente farsi sentire, come in parte era accaduto a Firenze. 

QUI PARMA - Il Parma di Roberto Donadoni ha ottenuto 10 dei suoi 12 punti in casa, perdendo una sola volta (contro la Roma) e segnano 11 delle 16 reti al Tardini. E' una squadra che subisce tanto: 18 gol, una delle peggiori difese del campionato. Quuesto perchè spesso e volentieri non riesce a fare buon uso del possesso palla (quasi 25 minuti a incontro) e quando la perde si ritrova scoperta e non messa bene in campo. La supremazia territoriale è accettabile (la dodicesima della Serie A) e giocatori come Parolo e Cassano garantiscono sempre una pericolosità importante, che infatti sfiora il 49% ed è l'undicesima del torneo. Quello che manca è però la forza a centrocampo, quella solidità che permette di contenere perfettamente le iniziative dell'avversario; manca forse un vero incontrista di ruolo anche se Donadoni si prepara a riabbracciare Walter Gargano (che sarà titolare) e imposterà la partita sulle fasce, cercando di contenere i bianconeri sull'esterno per non permettere loro di allargare il campo. Davanti c'è l'ex Amauri: benissimo nella sua prima avventura in gialloblu, mentre in questa stagione non ha ancora trovato la via del gol. 

QUI JUVENTUS - Le due vittorie casalinghe contro Genoa e Catania hanno ridato morale a una squadra che rischiava pericolosamente di affondare, e che invece è sempre lì a giocarsela con Roma e Napoli per lo scudetto. Merito anche del rendimento esterno, che parla di 10 punti conquistati; la batosta di Firenze sembra già dimenticata, nel giro di quattro giorni i bianconeri hanno sistemato l'attacco (22 reti, terzo della Serie A), registrato la difesa (10 subiti, meglio solo Roma e Napoli) e incrementato qualche dato riguardante il possesso palla (solo il Milan ne ha di più), i tiri verso lo specchio della porta (più di 8 finiscono dentro, nessuno meglio) e supremazia territoriale-pericolosità, che per distacco sono le migliori del torneo. Numeri che la Juventus ha da tre stagioni, senonchè quest'anno c'è una straordinaria Roma con la quale fare i conti. L'arrivo del Real Madrid a Torino obbliga a rivedere qualcosa nella formazione: stavolta a rimanere fuori dovrebbe essere Bonucci, con Ogbonna centrale in difesa; possibile turnover anche per Pirlo (dentro Pogba in cabina di regia), mentre a sinistra torna Asamoah. I dubbi maggiori riguardano l'attacco: con Vucinic ancora fuori, l'unica soluzione rimane Giovinco (al posto di Llorente, anche se Tevez avrebbe dovuto riposare già mercoledi e poi ha giocato). Quagliarella ha recuperato, ma Conte potrebbe preservarlo per la Champions League.

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