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Carles Puyol/ Bartra, la numero 5 e l'incoronazione: che differenza con Diego e Alex

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Marc Bartra, 22 anni (Infophoto)  Marc Bartra, 22 anni (Infophoto)

CARLES PUYOL - Se sei nato in Catalogna, giochi a calcio e fai il difensore, forse una delle tue massime aspirazioni è quella di giocare nel Barcellona. E, se sei nato nei primi anni Novanta e hai sempre tifato blaugrana, il tuo idolo non può che essere Carles Puyol. Mettetevi dunque nei panni di Marc Bartra, classe 1991, nativo di Sant Jaume dels Domenys nella provincia di Tarragona; e immaginate cosa deve aver provato quando non solo è stato convocato dalla nazionale spagnola per le prossime amichevoli, ma addirittura è stato investito dal suo capitano via Twitter: "Congratulazioni Marc, te lo sei meritato. Sono felicissimo per te, adesso prendi la maglia numero 5". Quel numero di maglia naturalmente appartiene allo stesso Puyol. A Barcellona lo indossa dal 2002-2003, da quando cioè glielo lasciò in eredità un'altra bandiera blaugrana come Abelardo (prima, il canterano giocava con il 24); da allora, non se ne è più separato e lo ha indissolubilmente legato alla storia della squadra, e alla sua personale. Portandolo anche in Nazionale, e vincendo tutto con la maglia delle Furie Rosse. Che dunque Puyol investa il giovane collega Bartra "dandogli" il suo numero non è cosa da poco: di certo, in Catalogna non è passata inosservata. Per ora si tratta della maglia della nazionale; presto, lo sarà anche del club, perchè giunto a 35 anni Puyol sa bene che la sua carriera non proseguirà a lungo, lui che già negli ultimi anni è stato costretto a saltare svariate partite a causa di infortuni sempre più frequenti. Punta alle 600 presenze con i blaugrana, il buon Puyol: è già secondo ogni epoca, dietro al compagno Xavi, gliene mancano 16 per il prestigioso traguardo e, se tutto andrà bene, ce la farà già quest'anno. Poi, forse, appenderà le scarpe al chiodo; e allora sarà ufficialmente il turno di Bartra. Portato in prima squadra da Pep Guardiola, il primo ad aprire in massa ai canterani, ma lanciato definitivamente da Tito Vilanova lo scorso anno, quando chiuse la stagione da titolare. Con Gerardo Martino sono aumentate le responsabilità e il ragazzo ha risposto presente, tanto da meritarsi questa investitura del suo capitano. Uno che da queste parti è più di un'icona, è più di un simbolo, è più di un capitano: rappresenta il Barcellona. Il suo bacio alla fascia (rigorosamente a strisce giallorosse, i colori della Catalogna) dopo la rete al Bernabeu nel famoso 6-2 al Real Madrid è il simbolo di cosa Carles Puyol sia per la sua squadra, e di cosa la sua squadra sia per lui. In Italia la pratica sembra essere un'altra: il Napoli ha ritirato la numero 10 che fu di Diego Armando Maradona, nel Milan nessuno indossa più la 3 (Paolo Maldini) e la 6 (Franco Baresi), l'Inter ha fatto lo stesso con la 3 (Giacinto Facchetti), mentre alla Juventus ci è voluta una stagione prima che la 10 di Alessandro Del Piero fosse riassegnata, e non tutti i tifosi l'hanno presa bene. Interpellato in proposito, a pochi giorni dall'addio al bianconero, lo stesso Pinturicchio chiese che il suo numero non fosse messo in un cassetto; ma si guardò bene, anche quando gli fecero dei nomi precisi, dal consigliare qualcuno di specifico. C'è da giurare che invece il messaggio di Puyol sarà ascoltato, e che presto Marc Bartra (che ora gioca con il numero 15) presto avrà quella 5 che a Barcellona significa tanto, più di un semplice numero. Più del numero 10, che da queste parti si sono passati giocatori come Maradona, Michael Laudrup, Romario, Rivaldo, Juan Roman Riquelme, Ronaldinho, ora Leo Messi.

(Claudio Franceschini)



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