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MIKE TYSON/ L'autobiografia "Undisputed Truth": ho chiesto aiuto agli stregoni voodoo

Mike Tyson si racconta nella sua autobiografia uscita in questi giorni, una vita sempre rischiosa e maledetta. Ecco cosa dice in alcuni brevi estratti il pugile

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Una autobiografia, quella del campione di boxe Mike Tyson, già definita esplosiva. Nel libro il pugile si racconta senza veli, come quando parla del periodo in cui si trovava sotto processo per lo stupro di una 18enne, Desiree Washington che alla fine gli costò sei anni di carcere di cui tre scontati in galera. Dice Tyson che in quei giorni, in cui aveva capito di non aver più scampo, si rivolse ad alcuni stregoni del rito voodoo tra cui una donna che per 500 dollari gli fece compiere bizzarri riti magici: "Andai da una donna voodoo che mi disse che avrebbe fatto per me un incantesimo se avessi messo 500 dollari in un barattolo, ci avessi urinato dentro e lo avessi tenuto tre giorni sotto il letto". Ovviamente era una truffa. Ma continuò a cercare aiuto nella magia senza ottenere nulla tanto da beccarsi sei anni di condanna: ne rischiava 60. Non da meno la sua infanzia: non ha mai conosciuto il padre e il compagno della madre, che organizzava un traffico di prostitute, lo maltrattava. A 7 anni era nel giro della malavita poi a 12 la visione di un film su Cassius Clay cambiò la sua vita. Apparentemente.

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