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Nazionale/ Prandelli: per la Germania penso a Balo-Rossi, si parte dal centrocampo a quattro

Pubblicazione:martedì 12 novembre 2013

Cesare Prandelli, 56 anni, allenatore della nazionale italiana (INFOPHOTO) Cesare Prandelli, 56 anni, allenatore della nazionale italiana (INFOPHOTO)

NAZIONALE, PRANDELLI - Cesare Prandelli ha parlato ai giornalisti nella conferenza stampa da Converciano. I prossimi impegni della nazionale italiana sono in programma venerdì 15 novembre e lunedì 18 novembre prossimi, rispettivamente contro Germania e Nigeria. Focus anzitutto sull'amichevole contro i tedeschi, il commissario tecnico ha le idee chiare per la coppia d'attacco: "Nella mia testa c'è di provare Balotelli-Rossi venerdì, anche se Rossi è arrivato ed ha la febbre". Sulla punta della Fiorentina in particolare: "Ha grandi qualità umane e caratteriali, forse gli infortuni lo hanno rafforzato. Può giocare da prima o da seconda punta, è un finalizzatore ma sa anche far giocare la squadra". I prossimi test si preannunciano significativi per cementare l'intesa dei giocatori in campo, in vista dei mondiali estivi: "Ho un'idea di gioco precisa ma dobbiamo essere pronti. Visto che non ho possibilità di lavorare tanto sul campo ho dovuto usare le gare ufficiali per capire. Durante le partite comunque possono esserci varie interpretazioni, ma il modulo di riferimento è quello con i 4 centrocampisti". Quanto ai singoli, Prandelli ha parlato di qualche giocatore in particolare: "Voglio trovare giocatori che confermino quanto di buono fatto in campionato. Faccio l'esempio di Candreva, lo abbiamo portato in Confederations Cup e si è confermato. (…) Parolo è il centrocampista che ha avuto il rendimento più alto, è giusto che sia qui. Non ho mai avuto problemi con Criscito. Forse il procuratore fece delle dichiarazioni un po' avventate, ma lui sta facendo bene e merita la convocazione". Il mister si è poi soffermato sui fatti dell'ultimo Slaernitana-Nocerina, sospeso per volere degli ultras rossoneri: "Dobbiamo distinguere gli ultras dai delinquenti. Purtroppo c'è una percentuale piccola che sfrutta certe situazioni per i loro scopi, ma sono due realtà da distinguere assolutamente. Per una gara così ci doveva essere più prevenzione. In questi 4 anni ho visto il calcio in modo diverso rispetto ad un normale allenatore. Per questo posso permettermi di dire la mia. La realtà dei tecnici però è diversa, loro possono trovare minacce se non sono tutelati a dovere". Risposta ancora evasiva -ma non troppo- sul futuro più lontano, quello post-Italia; si è parlato della possibilità per Prandelli di allenare all'estero, il c.t. ha dichiarato: "E' un argomento serio che affronteremo al momento giusto. Certo è che quando parlo con i colleghi mi raccontano un calcio diverso e più in generale un modo di vivere diverso. Noi dobbiamo migliorare quest'aspetto. In Italia non c'è pressione, c'è ossessione, e questo è un problema complicato: non sono fiducioso per il futuro".



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