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Pagelle/ Milan-Fiorentina (0-2): i voti della partita (Serie A 11esima giornata)

Le pagelle di Milan-Fiorentina (serie A): i voti ai protagonisti e alla partita di San Siro, anticipo di lusso dell'undicesima giornata del campionato fra due big del nostro calcio

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Partita poco interessante nonostante i due gol della sqaudra ospite. I rossoneri cercano di fare la gare sia nel primo che nel secondo tempo ma si devono arrendere più che agli avversari, ai propri limitati mezzi di cui dispongono da questo inizio di campionato. La Fiorentina è brava e fortunata a colpire al momento giusto per poi soffrire e gestire fino al 90’. Il primo gol di Vargas arriva su deviazione della barriera; il secondo su uscita imbarazzante di Gabriel che favorisce la rete facile a Borja Valero. Nel mezzo un Milan confuso, in affanno e sempre più sconfortato davanti a un pubblico che ormai non ne può più .

La squadra fatica tanto, forse troppo, ma non è mai in grado raccogliere quello che prova a costruire. Le azioni arrivano fino alla trequarti poi svaniscono sul fondo o vengono annientate dai rilanci dei difensori avversari. E pensare che fino al primo gol di Vargas erano i rossoneri i migliori in campo ma, come capita a tutte le squadre in crisi di identità, basta un gol subito (anche sfortunatamente) per disunire la formazione e cancellare tutte le buone intenzioni e motivazioni dei primi minuti .

Ha un’identità opposta al Milan di questa stagione, capace a subire e gestire per poi andare a rete con il minimo sforzo. Questione di buona sorte ma non solo perché a centrocampo di commettono pochi errori e in difesa si bada soprattutto alla concretezza. Anche senza un Rossi ispirato, porta a casa 3 punti importantissimi verso la rincorsa all’Europa che conta .

Gestione discreta in una partita molto nervosa in alcune fasi ma macchiata dalla mancata espulsione di Aquilani per doppia ammonizione, ancora sul risultato di 0-1.

Il primo tempo di Milan–Fiorentina finisce 0-1 grazie al gol di Vargas al 27’ di gioco. Primo tempo dai due volti (voto 6). I rossoneri partono molto meglio degli ospiti e cercano con insistenza il gol del vantaggio. Le azioni della squadra di Allegri si concentrano soprattutto sula lato di sinistra dove Kakà ha spesso la meglio contro il diretto avversario Tomovic. Da quel lato i rossoneri ottengono molti corner ma non riescono mai a sfruttare il calcio piazzato per portarsi in vantaggio. Dall’altro lato il possesso della squadra di Montella pensa è più volto a non subire che ad offendere, giro palla lento alla ricerca del varco che non c’è quasi mai, merito di una fase difensiva rossonera compatta e aggressiva.Tuttavia l’azione più pericolosa del primo tempo prima del gol del vantaggio è proprio dei viola che sfruttano la velocita di Matos il quale è bravo a sfuggire sulla sinistra e ad entrare in area ma al momento decisivo non riesce a trovare un compagno in mezzo vista l’uscita di Gabriel. Poco dopo arriva la rete di Vargas sugli sviluppi di calcio piazzato: tocco corto di Borja Valero e sinstro del peruviano che viene leggermente deviato dalla barriera ingannando l’estremo difensore del Milan. Da quel momento la squadra di Allegri si disunisce e lascia fare la partita agli ospiti. Al 34’ da annotare la sostituzione di Ambrosini che esce per infortunio, al suo posto il giovane Vecino che si piazza in un centrocampo con Aquilani nuovo vertice basso. Nel finale molto nervosismo, Balotelli cade più volte in area ma l’arbitro Mazzoleni non interviene mai (giustamente), il Milan commette molti falli a centrocampo concedendo alla Fiorentina di spezzettare il gioco e far passare i pochi minuti che li distaccano dall’intervallo.  Sicuramente il più attivo dei rossoneri, salta quasi sempre l’uomo e cerca di mettere i compagni nelle condizioni migliori.  Un pericolo in difesa, si fa saltare facilmente da Matos che per poco non porta i suoi in vantaggio prima del gol di Vargas. Non dà sicurezza al reparto.  il cervello e il motore dei viola, tutte le azioni passano da lui, imprescindibile per Montella. Fuori dal gioco per 45’, deve ancora entrare in partita.