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Calcio e altri Sport

Pagelle/ Milan-Genoa: i voti della partita (Serie A 13esima giornata)

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Abbiati s.v. : non compie nemmeno una parata per tutto il corso della partita. Chiamato in causa solo per il rigore su cui non può farci niente. Soffre e si arrabbia ancora di più di uno spettatore che ha speso 150 euro per un biglietto in tribuna onore. Zeru Culpe

 

Emanuelson 5,5: realizzazione contemporanea dell’opera Stevenson “Lo stano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde”. Urby sta sera ci ha dato una dimostrazione convincente di scissione della personalità: rigore regalato al grifone e una trentina abbondante di cross messi in mezzo per essere spinti in rete. Crisi d’identità

 

Zapata 5: in una partita in cui nessun giocatore avrebbe potuto creare insicurezza difensiva, ecco lui ci riesce, con due chiusure thriller da far venire i brividi ai tifosi milanisti. Se pensate che una cosa sia ovvia scordatelo quando in campo c’è Zapata. Nobel per l’ignoranza

 

Bonera 6: tutti a lezione dal professorone. È tornato, ma solo per una lezione di supplenza al posto di un Mexes indisponibile. Il suo dovere lo compie sempre da 6 in pagella, preferisce l’efficacia all’efficienza. Minuzioso

 

Abate 6: non impegnato in fase difensiva e coinvolto solamente per una spinta sulla fascia sinistra. Perde la sfida personale di cross in area con Emanuelson e si commuove nel vedersi di fronte a sé, sulla stessa fascia l’amico Antonini. Ritorno al futuro

 

Poli 6: il mezzo al delirio Andrea è uno dei pochi che mantiene salda la propria identità psichica smistando palloni e mettendo a disposizione della squadra corsa e generosità. Studioso di Freud e dei suoi principi basilari della psicoanalisi relativi alle relazioni medico-paziente: la resistenza e il transfert. Su di essi si fonda la sua robustezza. Principio di Edipo

 

De Jong 6,5: come sempre tra i migliori in campo l’olandese non vuole farsi predere in giro da una situazione scoraggiante. L’assist per Kakà è una mousse al cioccolato, per il resto fa la solita gara da picchiatore. Fight Club

 

Muntari 5: per fortuna un po’ di tutti ha un problema all’adduttore e viene sostituito dopo i primi 45 minuti. Partecipa anche lui al festival dell’errore dove arriva secondo dietro ad un inarrivabile Zapata. Eterno secondo (Birsa 6: porta in campo velocità e scambi stretti ma non basta per portare a casa i tre punti)

 

Kakà7 (migliore): gol alla sua duecentesima gara in serie A con il Milan. Si muove a ritmo di musica per 90 minuti seguendo ritmi sudamericani imparati nella sua terra natia. Balla sì, ma senza un compagno e questo lo rende un triste solista. Samba Do Brasilia

 

Balotelli 4,5: sbaglia il rigore, ferma tutte le trame di gioco offensive e crea un clima di malumore attorno a tutta la squadra. L’unica nota positiva della serata è che ha regalato una decina di palloni da portare a casa ai bambini del terzo anello. Good o bad Mario?

 

Matri 4,5: come nel romanzo Pirandelliano ‘uno, nessuno, centomila’ Alessandro si sveglia e non si riconosce più. A nessuno ricorda più il bomber d’area visto alla Juventus e chiunque cerca di dare una propria interpretazione alle sue partite. Frammentazione dell’umano