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Champions League/ Juventus-Copenaghen (risultato finale 3-1): cronaca e tabellino

Juventus-Copenaghen finisce 3-1. Arturo Vidal scatenato: due gol su rigore e un colpo di testa, inframmezzati dal gol dell'ex di Mellberg. I bianconeri ora sono secondi nel gruppo B

Arturo Vidal a segno contro il Galatasaray (Infophoto)Arturo Vidal a segno contro il Galatasaray (Infophoto)

Juventus-Copenaghen finisce 3-1. Arturo Vidal è il mattatore della serata: segna una tripletta di cui due gol su calcio di rigore, e affonda da solo i danesi che pure avevano messo paura ai bianconeri pareggiando con il gol dell'ex di Olof Mellberg. Missione compiuta per Antonio Conte: il Real Madrid in 10 batte 4-1 il Galatasaray e così ora la classifica recita Real Madrid 13, Juventus 6, Galatasaray 4, Copenaghen 4. I Blancos di Carlo Ancelotti sono agli ottavi di finale come prima nel girone, mentre la Juventus può anche permettersi di pareggiare per ottenere il pass ai turni a eliminazione diretta. I gol: 29' rig. Vidal, 56' Mellberg, 61' rig. Vidal, 64' Vidal (clicca qui per il tabellino di Juventus-Copenaghen).

Ci pensa lui, Arturo Vidal tripletta per lui con due gol in soli tre minuti. Cambia ancora volto questo Juventus-Copenaghen con un altro rigore concesso ai bianconeri per fallo su Llorente e un gran colpo di testa che beffa il povero Wiland. Si porterà a casa il pallone Vidal, dopo aver spiazzato Wiland con un altro rigore, stavolta non intuito dal portiere danese, e un colpo di testa in terzo tempo con una elevazione mostruosa del centrocampista e che ha messo una palombella all'angolino alto dove era impossibile arrivare.

Juventus sembrava controllare il Copenaghen, domandolo con un calcio di rigore di Vidal, e con un occhio agli altri campi dove il Real Madrid in dieci uomini sta vincendo contro il Galatasaray per due reti a una. La qualificazione per la Juventus è un percorso intricato, ma possibile e conte non vorrebbe arrivare ad Istanbul con troppo da perdere. Poi, al 56' la doccia ghiacciata. Olof Mellberg, proprio un ex, con una girata spettacolare in area frusta lo Juventus Stadium più forte del vento gelido che dalla Siberia sta assediando l'Italia. Non esulta Mellberg, scoppia di gioia tutta la squadra del Copenhagen. Se finisse così, la Juventus dovrebbe vincere la prossima e sperare che il Copenaghen pieghi il Real Madrid. Difficile. Ma i tifosi ci credono e spingono la squadra, in mezz'ora si può recuperare...

Juventus-Copenaghen si sblocca al 30' su calcio di rigore concesso per fallo di mano di Jacobsen che incredibilmente tocca di mano un pallone su cui era in vantaggio rispetto a Pogba che stava per puntare la porta. Esecuzione chirurgica di Vidal che dal dischetto non spiazza il portiere Wiland che intuisce e si allunga ma non può deviare dall'angolino basso il pallone che si insacca imparabilmente. 

Juventus-Copenaghen, le formazioni ufficiali. 1 Buffon; 4 M. Caceres, 19 Bonucci, 3 Chiellini; 20 Padoin, 23 Vidal, 21 Pirlo, 6 Pogba, 22 Asamoah; 10 Tevez, 14 Llorente. A disposizione: 30 Storari, 5 Ogbonna, 13 Peluso, 11 De Ceglie, 8 Marchisio, 27 Quagliarella, 9 Vucinic. Allenatore: Conte 21 Wiland; 2 Jacobsen, 5 Mellberg, 17 R. Sigurðsson, 3 Bengtsson; 6 Claudemir, 8 Delaney, 30 Bolaños; 19 Gíslason, 24 Toutouh; 18 N.  Jørgensen. A disposizione: 31 Busk, 16 Kristensen, 15 Margreitter, 25 Remmer, 11 Santin, 23 Pourié, 32 Amankwaa. Allenatore: Solbakken. 

Considerando la notevole diversità di spessore e le ambizioni delle squadre, è facile ipotizzare che il pallino del gioco possa essere in mano agli uomini di Conte, il quale, considerate le assenze per infortunio, non potrà ancora passare al famigerato 4-3-3, ma il consueto 3-5-2 è un modulo oramai rodato. L’unico pericolo in cui i bianconeri incorrono, è quello di sottovalutare troppo i danesi e di farsi trovare scoperti, magari presi dalla frenesia di voler assolutamente chiudere al più presto la partita.

Momenti di tensione questa mattina a Torino. Secondo quanto riporta il sito danese Ekstrabladet, un gruppetto di quattro tifosi del Copenhagen sarebbe stato aggredito nei pressi di un bar del centro. Kristoffen Ostergaard, uno dei danesi, ha raccontato di aver ricevuto una coltellata nella schiena; la ferita sarebbe comunque superficiale, tanto che il ragazzo ha deciso di non sporgere denuncia e ha rifiutato le cure mediche che gli sono state offerte. L'atmosfera ora pare comunque essersi rasserenata e si è trattato di un episodio isolato. 

Dopo il pareggio della gara d’andata, per il Copenaghen sarà quasi impossibile non uscire dallo Juventus Stadium con le ossa rotte, soprattutto in virtù della smania di qualificazione dei bianconeri. Ne è certa la casa di scommesse Snai, la quale quota la vittoria dei danesi 20 contro l’1,13 degli ospiti, mentre il pareggio viene dato a 7,50. Un’ulteriore segno dello squilibrio che vi potrà essere questa sera, è dovuto dal fatto che il NoGol e l’Over vengono pagati a rispettivamente ad 1,50 ed 1,45 contro i 2,40 del Gol ed i 2,55 dell’Under. Ovviamente la vittoria è in magno a Tevez e compagni, ma, considerate le basse quote, vi consigliamo di puntare maggiormente su una loro vittoria di misura, e, nello specifico, l’1-0 (8,50), il 2-1 ed il 3-1, quest’ultimi due pagati entrambi a 10. 

Serata campale per la Juventus, e non certo per la prima volta: alle ore 20:45 a Torino si gioca Juventus-Copenaghen, quinta e penultima giornata del gruppo B di Champions League. La situazione in classifica è pesante per i bianconeri, che certo non si aspettavano di trovarsi all'ultimo posto con 180 minuti da giocare: 3 punti e -1 addirittura dai danesi, che hanno fatto il colpo tre settimane fa e, in maniera altrettanto inaspettata, sono ancora in corsa per un posto negli ottavi di finale che sarebbe oltremodo storico. La Juventus non ha altra scelta se non quella di vincere; a dire il vero potrebbe anche permettersi di pareggiare, perchè un'ancora di salvataggio arriva dal Santiago Bernabeu e non è detto che il cammino si interrompa in anticipo con il segno X (mentre sarebbe così con la sconfitta). Tuttavia, per avere a disposizione due risultati su tre quando si andrà in Turchia, Antonio Conte deve vincere questa sera per non caricare di eccessiva pressione una partita che sarà già un dentro o fuori sconsigliato ai deboli di cuore con la pelle bianconera. La Juventus, questa Juventus, ci era già passata: non vale la pena andare a tirar fuori precedenti datati, quelli magari del Conte giocatore (viene subito in mente il 1998-1999 e una qualificazione rosicata all'ultimo secondo), c'è già l'appiglio dello scorso anno. I bianconeri avevano pareggiato 1-1 in Danimarca, allora contro il Nordsjaelland; al ritorno (era la quarta giornata) vinsero 4-0 e si presentarono agli ultimi due turni sapendo di dover vincere entrambe le partite, o nella migliore delle ipotesi fare 4 punti. Finì che arrivarono due vittorie, e il primo posto nel girone. Stavolta le cose sono leggermente diverse: anche qui possono bastare un pareggio e una vittoria, ma intanto la leadership del girone non è comunque raggiungibile, e in più la trasferta dell'ultima giornata sarà comunque un duello molto più all'ultimo sangue di quanto non era accaduto l'anno scorso, perchè alla Donbass Arena l'avversario era una squadra comunque già certa del passaggio agli ottavi di finale.

Insomma: Conte potrebbe intrattenere i media per interi minuti parlando di quanto le difficoltà aumentino volta per volta e di come i "nemici" siano sempre più agguerriti. La squadra comunque è in salute e in fiducia: non resta che giocare. Cinque danesi hanno fatto nel bene e nel male la storia della Juventus: certo quella di Nicklas Bendtner è stata una traiettoria breve e tutta in discesa (nove partite e zero gol), ben più gloria hanno trovato Michael Laudrup (quattro stagioni vincendo tutto), Karl Aage Hansen (scudetto nel 1952), l'ala destra Karl Aage Praest, del quale si diceva che andasse a cercare la zona d'ombra creata dal tetto della tribuna sulla fascia destra (due campionati con più di 50 gol alla causa) e soprattutto John Hansen, straordinario bomber che in sei stagioni mise a segno 124 reti in Serie A e contribuì alla vittoria di due scudetti (nel 1952 cinse anche il titolo di capocannoniere con 30 gol) e il cui posto sarebbe stato preso da John Charles. Cinque vittorie consecutive con 12 gol segnati e nessuno subito: questo il ruolino di marcia della Juventus da quando è caduta all'Artemio Franchi contro la Fiorentina, facendo dire a tutti che la fame non era quella degli ultimi due anni e c'era qualcosa che non andava. I bianconeri ancora una volta hanno smentito tutti gli scettici, ma è fin troppo chiaro ed evidente che il vero cruccio, la vera spina nel fianco, resta la Champions League; e qui le cose vanno decisamente peggio, perchè la squadra, esattamente come era accaduto un anno fa, sembra non riuscire ad esprimersi sugli stessi livelli che fa vedere in Italia. Qualche punto di svolta c'è stato: nelle due partite contro il Real Madrid è arrivato un solo punto, ma a differenza di quanto era accaduto con il Bayern Monaco le prestazioni sono state incoraggianti (soprattutto a Torino) anche in virtù del 4-3-3 presentato da Conte, un modulo che sembra essere quello giusto per affrontare un certo tipo di squadre europee. Non il Copenaghen: questa sera si va avanti con il 3-5-2 (clicca qui per le probabili formazioni), anche perchè ci sono alcune assenze che rendono più prudente schierarsi secondo un canovaccio ben conosciuto. Dovrebbe esserci Fernando Llorente: lo spagnolo ha messo a tacere tutte le critiche di inizio stagione, e sta diventando sempre più decisivo non solo con i gol, ma anche attraverso la grande intesa con Carlos Tevez. Il Copenaghen era in crisi di risultati, soprattutto in casa; ma è riuscito a riprendersi e adesso in campionato occupa il terzo posto. C'erano tanti dubbi su questa squadra, anzi era opinione comune che sarebbe stata spazzata via da tre realtà decisamente superiori; e invece, esattamente come accaduto due stagioni fa, i danesi si sono rivelati un avversario ostico sul proprio terreno. Sembrava che la Juventus fosse incappata in una serata storta e in una partita della vita del portiere svedese Wiland, invece l'estremo difensore si è ripetuto contro il Galatasaray e addirittura è arrivata la vittoria. Così, inaspettatamente, i danesi sono ancora in corsa e lo saranno anche a novanta minuti dal termine, pur se la sconfitta questa sera sancirebbe probabilmente la fine dei sogni, essendo che all'ultima giornata si ospita il Real Madrid che, pur se tranquillo in termini di qualificazione e primo posto, non sembra essere una squadra che si faccia battere da una formazione assolutamente inferiore. In trasferta però il Copenaghen è tutt'altra cosa: ha giocato due partite in questo girone e le ha perse entrambe, tornando a casa con 7 gol sul groppone e una sola rete all'attivo, a buoi ampiamente scappati nel nuovo Ali Sami Yen (la firma fu di Claudemir, che a suo tempo aveva castigato anche il Barcellona). Il pronostico di questa partita ce l'ha dato Antonio Paolino (clicca qui per l'intervista esclusiva): i dettami tattici in questo momento lasciano il tempo che trovano, la Juventus deve semplicemente entrare in campo, lasciarsi trascinare dalla grande atmosfera dello Juventus Stadium e cercare il gol il prima possibile, per aprire la difesa danese. Parlano i numeri: in questa stagione i bianconeri hanno giocato otto partite in casa e hanno portato a casa sei vittorie e due pareggi, con 22 gol realizzati e 8 subiti. In generale, da quando giocano nel nuovo impianto, le cifre raccontano di 40 vittorie, 14 pareggi e 3 sconfitte. Su questo punta Antonio Conte, e sull'orgoglio dei suoi. Non resta allora che andare a vedere come finirà: la diretta di Juventus-Copenaghen sta per cominciare…