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Pagelle/ Barcellona-Milan (3-1): i voti della partita (Champions League, gruppo H)

Pubblicazione:mercoledì 6 novembre 2013 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 6 novembre 2013, 23.50

BARCELLONA

Valdés, s.v.: il Milan non tira mai in porta, e l'unico gol gli arriva da un compagno di squadra.

Dani Alves, 6.5: nel primo tempo è devastante, il solito attaccante aggiunto che prende il fondo un'azione sì e l'altra pure. Nella ripresa tira il fiato.

Piqué, 6.5: autogol ininfluente a parte, dimostra le solite solidità e calma olimpica di fronte a qualsiasi situazione.

Mascherano, 6: un po' più avventato del collega, è più ruvido e si becca un giallo. Si fa saltare come un pollo da Balotelli, ma per il resto bene.

Adriano, 6.5: torna, e lo fa da protagonista. Ottima prestazione, fatta di continue incursioni offensive condite da un paio di soluzioni col destro che pizzicano la traversa.

Xavi, 6.5: si limita a smistare, anche se per noi mortali equivale a classe infinita. Vuole la magia a giro, ma esce di poco. 

Busquets, 7: da lì non si passa. Certo, i dirimpettai stasera non sono di grande spessore, ma lui comunque si piazza lì, alimentando gli attacchi dei suoi. E ne finalizza anche uno, prendendosi una gioia rara per chi sta li nel mezzo.

Iniesta, 6.5: vedi Iniesta, ma con un 1% in meno nella di precisione nei passaggi. Che se dopo 78 minuti recita 93% su più di 100, significa comunque qualcosa.

Sanchez, 7: il Tata lo ha rianimato, e si vede. Corre, ringhia, osa: sta tornando il funambolo di Udine.

Messi, 7.5: il secondo gol è qualcosa di assurdo, per bellezza, velocità, cattiveria e chi più ne ha più ne metta. Nell'attesa della magia, aveva innescato e finalizzato il rigore dell'1-0. Ah già, Messi è diventato scarso...

Neymar, 8: dimostra in una serata che non serve spenderne 100, di milioni, per avere un fenomeno in squadra. Ne "bastano" 50. Che bellezza, il campione brasiliano: dribbling ubriacanti, velocità supersonica, un rigore procurato e la costante impressione che se la palla ce l'ha lui, di sicuro qualcosa di bello succede. 

Fabregas, 6.5: Tata, se peschi dalla panchina uno che fa un assist così, vuol dire che nella vita hai avuto così tanta fortuna che la pagherai, prima o poi. Cesc è stupendo, per l'umiltà con cui si mette a disposizione.

Pedro e Song, s.v.

All.: Martino, 6.5: scaccia i nuvoloni che si erano creati all'orizzonte con un secondo tempo da applausi. La squadra in avvio è terribile, e qua il Tata deve migliorare: i suoi devono imparare a distruggere l'avversario, mentre adesso si limitano ad aspettare che succeda qualcosa, il che è un insulto alla classe di cui dispone il neoallenatore blaugrana. Il secondo tempo, comunque, dimostra che se ci sono le condizioni giuste, gioco e squadra sono devastanti. Ma deve imparare a crearsele, le occasioni, non ad attenderle.

(Giovanni Gazzoli)


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