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Champions League/ Gli ottavi di finale: Milan-Atletico Madrid e le altre, favorite e possibili sorprese

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GALATASARAY-CHELSEA - Già gli incroci nell'incrocio sono affascinanti. Mancini contro Mourinho, cioè gli ultimi due allenatori vincenti all'Inter; e poi Didier Drogba contro la squadra in cui ha militato per otto stagioni, vincendo tutto (anche la Champions League) e diventando un idolo di Stamford Bridge. I turchi che hanno fatto fuori la Juventus ci credono: sanno di avere un gruppo senza troppa esperienza e con limiti difensivi, ma con gente come l'ivoriano, Sneijder e Burak Yilmaz può succedere di tutto. Per di più i Blues non sembrano avere troppi margini di crescita: il loro potenziale è questo, possono arrivare in fondo ma anche subire rovinose cadute come del resto è già accaduto in stagione (doppia sconfitta contro il Basilea). Il talento resta superiore e non ci piove: il Chelsea resta favorito, ma quella vecchia volpe di Mancini…

SCHALKE 04-REAL MADRID - Sorteggio fortunato per Ancelotti. Semifinalista nel 2011 quando aveva demolito l'Inter ai quarti, lo Schalke sta facendo fatica anche in patria dove alterna una vittoria brillante a una sconfitta allarmante. Squadra che ha in rosa un paio di baby-fenomeni (Draxler e Meyer), qualche elemento di esperienza come Boateng e Huntelaar (se ci sarà: rientro previsto a fine gennaio), ma che sostanzialmente rimane nuova e alle prime armi per come è formata. Il Real Madrid è di tutt'altra pasta, anche se Angel Di Maria dovesse effettivamente lasciare per andare nel Principato di Monaco: è troppo amplia e di spaventoso talento la rosa dei Blancos per pensare che possa essere eliminata. Certo c'è stato un periodo in cui il Real ha mancato gli ottavi per sei stagioni consecutive, ma non sembra essere questo il caso.

ZENIT SAN PIETROBURGO-BORUSSIA DORTMUND - Si giocasse oggi, forse Spalletti avrebbe qualche possibilità; siccome si andrà in campo a febbraio, le speranze calano. Certo: il gelo del Petrovsky potrebbe giocare un ruolo non indifferente, ma il Borussia Dortmund al completo (perchè a febbraio rischia seriamente di esserlo, a parte Subotic) metterebbe paura a chiunque e l'ha già dimostrato. Rispetto all'anno scorso perde forse qualcosa dietro, ma intanto ha aumentato il potenziale offensivo con Aubameyang e Mkhitaryan, ha trattenuto Lewandowski e fatto crescere i suoi giovani (su tutti Durm). Lo Zenit nel girone non ha dato prova di grande solidità, e in più ci sono voci che vogliono Hulk in partenza: tutte le partite iniziano sullo 0-0, ma scommettiamo decisamente sui gialloneri almeno per questa volta. 

(Claudio Franceschini)

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