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MONDIALI DI SCI 2013/ Usa e Ligety in trionfo, Italia sufficiente. Il medagliere completo

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Il podio del gigante, vinto da Ligety su Hirscher e Moelgg (Infophoto)  Il podio del gigante, vinto da Ligety su Hirscher e Moelgg (Infophoto)

MONDIALI DI SCI SCHLADMING 2013: IL BILANCIO FINALE E IL MEDAGLIERE – Si sono chiusi ieri con lo slalom maschile i Mondiali di sci alpino di Schladming 2013. Un trionfo di pubblico nella Patria dello sci, ma i veri dominatori sono stati gli Stati Uniti, quasi a voler lanciare nel modo migliore la prossima edizione, che si terrà nel 2015 a Vail-Beaver Creek. Il personaggio di questa rassegna iridata è naturalmente Ted Ligety, vincitore di ben tre medaglie d'oro e mattatore della Planai. Un dominio assoluto in gigante, successo meritatissimo in combinata facendo bene entrambe le prove, un pizzico di fortuna solo in super-G, dove è stato favorito da un tracciato perfetto per le sue caratteristiche. Gli americani così sono nettamente primi nel medagliere nonostante l'infortunio di Lindsey Vonn, che rimarrà la pagina più brutta di queste due settimane: possono festeggiare anche la consacrazione di Mikaela Shiffrin, ormai regina dello slalom a soli 17 anni. Il futuro è suo. L'Austria chiude con un bilancio in chiaroscuro: benissimo nelle prove tecniche (un oro, due argenti e due bronzi fra giganti e slalom), con un Marcel Hirscher che ha retto benissimo le aspettative di una intera Nazione, ma non essere mai saliti sul podio nelle gare veloci ha creato forti polemiche. Il Mondiale per loro è andato bene, ma non benissimo, e solo all'ultima gara hanno evitato di rimanere a secco di ori nelle gare individuali, come non succedeva dal 1987. La Francia può festeggiare un Mondiale andato molto oltre alle previsioni: la roulette della gara secca stavolta ha spesso premiato i transalpini, fermo restando che Tessa Worley in gigante ha fatto il Ligety “in gonnella”. Per l'Italia bilancio in chiaroscuro: settimo posto che ci può stare, considerando che davanti ci sono alcune Nazioni che si basano su un singolo fenomeno, come la Slovenia con Tina Maze o la Norvegia con Aksel Lund Svindal. Tra le donne siamo andati meglio del previsto grazie allo splendido ritorno a grandi livelli di Nadia Fanchini e alla rivelazione della debuttante assoluta Sofia Goggia, anche se il settore resta globalmente in difficoltà. Tra gli uomini è arrivata la conferma che abbiamo una buonissima squadra, anche se non abbiamo trovato l'acuto: Dominik Paris è ormai discesista di livello assoluto, Manfred Moelgg è sempre una garanzia, mentre Christof Innerhofer non ha trovato lo stato di grazia che aveva a Garmisch due anni fa.

 

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