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ATLETICA/ Bragagna: Tumi, Chesani, Bruni ma soprattutto Trost, che bell'inverno per l'Italia (esclusiva)

Pubblicazione:martedì 19 febbraio 2013

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A inizio dicembre sono cambiati i vertici federali, ma non saprei dire quanti siano i meriti del presidente Alfio Giomi e del direttore tecnico Massimo Magnani in così breve tempo. A loro dire l'atletica italiana era semplicemente assopita, perché i numeri c'erano. Qualcosa hanno fatto, ma è difficile pensare che il nuovo entusiasmo, la voglia di fare, l'intraprendenza siano tutto merito loro.

Qualcosa era stato sbagliato prima? Trost, Chesani e Tumi non sono andati ai Giochi Olimpici pur avendo la possibilità di esserci, quindi chi c'era prima non ha visto sufficientemente lontano. Chesani aveva il minimo ma fu escluso per una piccola flessione al momento decisivo. Tumi poteva far parte almeno della staffetta ma fu escluso per fare spazio ad un atleta che era allenato dall'allora responsabile del settore velocità. La Trost aveva il minimo B ed aveva vinto il titolo mondiale juniores, ma fu lasciata a casa nonostante l'infortunio di Antonietta Di Martino. E' mancato il coraggio di portarla. Se ci credi, bisogna avere il coraggio di investire su di lei, in ottica di fare un buon risultato e una esperienza importante.

Abbiamo dunque buone prospettive per gli Europei? Sì, certamente. Naturalmente spero che non sia stato un fuoco di paglia, ma direi che siamo davanti a un bel falò. Tanti risultati di livello internazionale, un salto in avanti in quasi tutte le specialità, senza dimenticare che finora si sono fatti vedere poco alcuni big come Fabrizio Donato e Daniele Greco nel salto triplo, che invece agli Europei ci saranno. Per somma di risultati, non ci presentavamo così bene alla vigilia di un Europeo indoor da almeno 15 anni.

Quale di questi tre record l'ha impressionata di più? A dire il vero, la prestazione più impressionante, anche in prospettiva futura, sono stati i due metri di Alessia Trost, che non sono record solo perché in Italia abbiamo avuto saltatrici come Simeoni e Di Martino, senza contare che rispetto ad Antonietta ha pure la struttura fisica per essere una saltatrice in alto di livello mondiale. Comunque, tutti e tre i record sono di livello molto importante: non saprei sceglierne uno in particolare.

 

(Mauro Mantegazza)



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