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OSCAR PISTORIUS/ L'atleta in lacrime: Reeva e io ci amavamo alla follia. Ho avuto paura, per questo ho sparato

Pubblicazione:martedì 19 febbraio 2013

Oscar Pistorius, 26 anni (Infophoto) Oscar Pistorius, 26 anni (Infophoto)

OSCAR PISTORIUS - Omicidio premeditato, questa la tesi dell'accusa: e il presidente del Tribunale, come abbiamo già scritto, ha accettato questa versione: Oscar Pistorius avrebbe ucciso volontariamente la sua fidanzata Reeva Steenkamp, secondo le modalità già descritte. Che il gesto di Oscar sia stato frutto o meno degli steroidi ritrovati nell'abitazione della coppia non si sa: è un punto sul quale discutere. Secondo Gerrie Nel, il pubblico ministero accusatore, ci sono molte cose che non quadrano. "Perchè Reeva si sarebbe chiusa in bagno alle 3 del mattino. Non certo per un motivo fisiologico". E ancora: "Cammino sette metri, vedo la porta del bagno e sparo: voglio uccidere, c'è un motivo ma per il momento non posso rivelarlo". Nel punta sul fatto che un eventuale ladro non avrebbe avuto alcun motivo per chiudersi nel bagno, e come spesso accade cerca di fare breccia tra i giurati con la descrizione dell'omicidio: "Il bagno è 1,4 x 1,4: Reeva non poteva sfuggire a Pistorius, deve essere stato orribile". Dopo le parole dell'accusa, gli avvocati difensori dell'atleta sudafricano hanno letto un comunicato scritto dallo stesso Pistorius. In esso si legge che "non riesco a capire l'accusa di omicidio premeditato: Reeva e io ci amavamo alla follia". L'atleta è scoppiato a piangere mentre i suoi legali leggevano, in particolare quando si è arrivati al punto in cui viene descritta la sera stessa della morte della modella. "Reeva doveva uscire con le sue amiche e io con i miei, ma lei voleva rimanere a casa e così, mentre faceva yoga, io ho guardato la TV senza gambe. Alla fine siamo andati a letto". In seguito, almeno secondo la versione di Oscar, lui si sarebbe svegliato per chiudere la porta scorrevole e avrebbe sentito un rumore. "Mi sono sentito vulnerabile senza le gambe, e allora ho preso la pistola che tengo sotto il cuscino e ho urlato al ladro. Ho sparato di colpi attraverso la porta del bagno, ho detto a Reeva di chiamare la polizia e sono tornato a letto. Una volta lì ho realizzato che Reeva non c'era, ed è stato allora che ho cominciato a pensare che in bagno potesse esserci lei; ho aperto la porta a calci, ho chiamato i paramedici e la sicurezza del complesso residenziale". La serratura della porta, infatti, risultava rotta dall'esterno. Altro particolare che non quadra: Reeva avrebbe dovuto saperlo, evitando quindi di chiudersi dentro. Continua Pistorius: 


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