BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

OSCAR PISTORIUS/ L'atleta in lacrime: Reeva e io ci amavamo alla follia. Ho avuto paura, per questo ho sparato

Oscar Pistorius ha parlato, attraverso un comunicato letto dai suoi avvocati, difendendosi dall'accusa di omicidio premeditato della fidanzata Reeva Steenkamp. "Ci amavamo alla follia".

Oscar Pistorius, 26 anni (Infophoto) Oscar Pistorius, 26 anni (Infophoto)

Omicidio premeditato, questa la tesi dell'accusa: e il presidente del Tribunale, come abbiamo già scritto, ha accettato questa versione: Oscar Pistorius avrebbe ucciso volontariamente la sua fidanzata Reeva Steenkamp, secondo le modalità già descritte. Che il gesto di Oscar sia stato frutto o meno degli steroidi ritrovati nell'abitazione della coppia non si sa: è un punto sul quale discutere. Secondo Gerrie Nel, il pubblico ministero accusatore, ci sono molte cose che non quadrano. "Perchè Reeva si sarebbe chiusa in bagno alle 3 del mattino. Non certo per un motivo fisiologico". E ancora: "Cammino sette metri, vedo la porta del bagno e sparo: voglio uccidere, c'è un motivo ma per il momento non posso rivelarlo". Nel punta sul fatto che un eventuale ladro non avrebbe avuto alcun motivo per chiudersi nel bagno, e come spesso accade cerca di fare breccia tra i giurati con la descrizione dell'omicidio: "Il bagno è 1,4 x 1,4: Reeva non poteva sfuggire a Pistorius, deve essere stato orribile". Dopo le parole dell'accusa, gli avvocati difensori dell'atleta sudafricano hanno letto un comunicato scritto dallo stesso Pistorius. In esso si legge che "non riesco a capire l'accusa di omicidio premeditato: Reeva e io ci amavamo alla follia". L'atleta è scoppiato a piangere mentre i suoi legali leggevano, in particolare quando si è arrivati al punto in cui viene descritta la sera stessa della morte della modella. "Reeva doveva uscire con le sue amiche e io con i miei, ma lei voleva rimanere a casa e così, mentre faceva yoga, io ho guardato la TV senza gambe. Alla fine siamo andati a letto". In seguito, almeno secondo la versione di Oscar, lui si sarebbe svegliato per chiudere la porta scorrevole e avrebbe sentito un rumore. "Mi sono sentito vulnerabile senza le gambe, e allora ho preso la pistola che tengo sotto il cuscino e ho urlato al ladro. Ho sparato di colpi attraverso la porta del bagno, ho detto a Reeva di chiamare la polizia e sono tornato a letto. Una volta lì ho realizzato che Reeva non c'era, ed è stato allora che ho cominciato a pensare che in bagno potesse esserci lei; ho aperto la porta a calci, ho chiamato i paramedici e la sicurezza del complesso residenziale". La serratura della porta, infatti, risultava rotta dall'esterno. Altro particolare che non quadra: Reeva avrebbe dovuto saperlo, evitando quindi di chiudersi dentro. Continua Pistorius: