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DIRETTA/ Barcellona-Real Madrid: si comincia!

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Gonzalo Higuain contrastato da Cesc Fabregas (Infophoto)  Gonzalo Higuain contrastato da Cesc Fabregas (Infophoto)

Tutto pronto allo stadio Camp Nou per il calcio d'inizio di Barcellona-Real Madrid, partitissima di ritorno della semifinale della Copa del Rey 2013. Si parte dal risultato di 1-1 della partita di andata al Bernabeu (gol di Fabregas e Varane), che consente al Barcellona di potersi anche accontentare dello 0-0. Ma sappiamo che in questa partita non ci sono calcoli che tengono: ci aspettiamo il solito grande ed imprevedibile spettacolo tra le due grandissime rivali. Roura, vice di Tito Vilanova, conferma il 4-3-3 che ha perso a San Siro contro il Milan, mentre Mourinho sceglie Gonzalo Higuain come attaccante di riferimento, e lascia ancora in panchina Kakà.

FORMAZIONI UFFICIALI

Barcellona (4-3-3): Pinto; D.Alves, Piquè, Puyol, J.Alba; Xavi, Busquets, Iniesta; Pedro, Messi, Fabregas (V.Valdes, Bartra, Abidal, Adriano, Montoya, Mascherano, A.Song, J.Dos Santos, T.Alcantara, Tello, Sanchez, Villa). All.Roura.

Real Madrid (4-2-3-1): D.Lopez; S.Ramos, Varane, Pepe, F.Coentrao; Khedira, X.Alonso; Di Maria, Ozil, C.Ronaldo; Higuain (Adan, Jesus, R.Carvalho, Arbeloa, Essien, Modric, Kakà, Callejon, Benzenma, Morata). All.Mourinho.

Arbitro: Alberto Undiano Mallenco

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DIRETTA BARCELLONA-REAL MADRID LIVE (COPPA DEL RE 2012/2013): LA PARTITA IN TEMPOREALE - Ormai non è più una novità. Barcellona-Real Madrid si è giocata così tanto nelle ultime tre stagioni che quell'aura di partita stellare ed evento planetario ha perso un po' di brillantezza. Anche per altri motivi: c'entra il fatto che il rendimento su campo delle due formazioni abbia la parabola lievemente in discesa e non ci sia più la sensazione di invincibilità. Certo, queste restano forse le due migliori squadre al mondo, ma la distanza tra loro e il resto dei mortali si sta assottigliando. Questa sera giocano l'ennesimo Clasico per la semifinale di ritorno di Coppa del Re, e sabato si ritroveranno di fronte (ma a Madrid) nella settima giornata di ritorno della Liga. Lì conterà poco visto che il Barcellona ha 16 punti di vantaggio e ha il campionato in mano, ma questa sera per José Mourinho potrebbe essere l'ultima occasione di puntare a un trofeo e soprattutto di lasciare la panchina delle Merengues con la sensazione di avere, in ultima istanza, battuto il Barcellona e averne superato il complesso che con Guardiola al Camp Nou era diventato schiacciante. Non è più quello il caso: dopo gli schiaffi ricevuti nella prima stagione (sconfitta e pareggio in campionato, eliminazione dalla Champions League, sconfitta nella Supercoppa di Spagna), lo Special One ha preso le misure e dopo aver perso in casa l'andata della Liga 2011/2012 è andato in Catalogna a prendersi i tre punti, scongiurando la remuntada blaugrana (partiva da -10, poteva arrivare a un solo punto) e riportando la Liga in Castiglia dopo tre stagioni di marea catalana. E' stato lì, forse, che il dominio del Barcellona ha iniziato a scemare; quest'anno ci sono già stati quattro incroci, due sono terminati in parità (l'andata di Coppa del Re e la gara di campionato), poi una vittoria a testa in Supercoppa, ma a trionfare è stato il Real Madrid per i gol in trasferta. Comunque: questa sera - ore 21 - si parte dall'1-1 maturato al Santiago Bernabeu: significa che il Barcellona va in finale se vince o pareggia 0-0, mentre il Real Madrid avanza con la vittoria o il pareggio con almeno due gol per squadra. Con l'1-1 si va ai tempi supplementari, ed eventualmente ai calci di rigore. Arbitra Undiano Mallenco, che non è stato risparmiato dalla feroce critica blaugrana, implacabile con tutti quando la squadra perde (tranne che con se stessi). Lo scorso anno la Coppa del Re è stata vinta proprio dal Barcellona, succedendo nell'albo d'oro al Real Madrid. Altri due dati: la seconda semifinale (domani) è Siviglia-Atletico Madrid (andata 2-1 per i colchoneros), e naturalmente la partita di oggi è l'ennesimo capitolo della saga Messi-Cristiano Ronaldo: la Pulce argentina è a un solo gol dall'eguagliare il record di Di Stefano per segnature nel Clasico (al momento sono 17), mentre il portoghese ha fatto gol nelle ultime cinque trasferte al Camp Nou e se aggiungesse la sesta gara centrerebbe un primato assoluto. 

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Si potrebbe anche aggiungere che l'addio di Guardiola ha contribuito a stemperare i toni della tensione tra le due squadre, talmente accentuati che i giocatori del Real Madrid sono intervenuti scheirandosi contro il loro allenatore e hanno generato un terremoto all'interno dello spogliatoio (Casillas in panchina punitiva, il clan degli spagnoli contro Mourinho), ma nella conferenza stampa prepartita nè Jordi Roura nè l'ex allenatore dell'Inter si sono risparmiati nelle frecciatine: tutto nella norma viene da dire, perchè il Clasico non sarebbe tale senza la rivalità piena di ironia, frecciate e spesso anche qualcosa di più. Basti ricordare cosa accadde quando Luis Figo, estate del 2000, si trasferì al Real Madrid circa un giorno dopo aver giurato amore eterno al Barcellona con cui aveva giocato cinque stagioni: alla prima al Camp Nou con la maglia bianca fu accolto da urlacci e cartelli con scritto "Pesetero" ( cioè mercenario) e tifosi blaugrana che sventolavano soldi al cielo. Quando andò a battere un calcio d'angolo dagli spalti piovve di tutto, persino una testa di maiale e - dicono - un rubinetto. Per la cronaca il Barcellona vinse 2-0, e Figo da allora e per un certo periodo trovò sempre un modo per evitare di rimettere piede nel tempio blaugrana. Più recente invece l'episodio che coinvolse José Mourinho e Tito Vilanova, che purtroppo questa sera non sarà in panchina: Tito era ancora il secondo di Guardiola quando nel concitato finale della Supercoppa di Spagna 2012 lo Special One gli infilò un dito nell'occhio. Ma ci sono anche gli "incidenti" in campo: la manita che il Barcellona inflisse al Real Madrid nel novembre del 2010 fece perdere la testa ai Blancos, in particolare a Sergio Ramos che scalciò Messi lanciato a rete e poi mise le mani in faccia a Xavi e Puyol, compagni di nazionale. I catalani invece subirono l'umiliazione di formare la passerella d'onore per accogliere in campo le Merengues campioni di Spagna nel 2007/2008, poi in campo il Real non ebbe pietà e dilagò su una squadra in crisi (era la fine del ciclo Rijkaard), imponendosi per 4-1. Insomma: la rivalità è tale che queste due squadre darebbero l'anima anche in un torneo rionale di scopone scientifico, figuriamoci in una semifinale. E' tutto pronto e non resta che dare la parola al campo: Barcellona-Real Madrid sta per cominciare…

 

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