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GIORGIOS KATIDIS/ Segna ed esulta con il saluto nazista: escluso a vita dalle selezioni greche

Pubblicazione:domenica 17 marzo 2013

Foto Infophoto Foto Infophoto

E' costata cara l'esultanza dopo un gol a Giorgios Katidis, centrocampista greco dell'AEK Atene. Si sa che spesso e volentieri quando si riesce a segnare, figurarsi una rete decisiva, non ci si controlla; tanto che quasi tutti vorremmo abolire l'assurda regola che punisce con l'ammonizione chi si toglie la maglietta e la sventola al cielo, oppure la abbandona a terra. Che diamine, per un calciatore il gol è la gioia più bella, non la si può limitare o inscatolare dietro un libro giuridico. Katidis però ha forse esagerato: nel finale di AEK Atene-Veria il centrocampista, già capitano dell'Under 19 della Grecia, è riuscito a segnare la rete della vittoria per 2-1 dei gialloneri. Preso dalla frenesia e dall'incontenibile felicità si è prima tolto la maglia, poi si è diretto correndo verso i suoi sostenitori e qui si è prodotto in un perfetto e inequivocabile saluto nazista, braccio destro teso e quasi subito abbassato dai compagni che gil sono saltati addosso, forse anche per nascondere il gesto. Che, però, si è visto eccome. Lui si è poi giustificato via Twitter: "Non lo avrei fatto se avessi saputo cosa significava". Parole che suonano quantomeno bizzarre: chi non conosce il significato del braccio teso verso l'aria? Non l'ha bevuta nemmeno la Federazione greca: gli alti dirigenti si sono riuniti subito, e Katidis è stato escluso a vita da tutte le selezioni nazionali. Un provvedimento pesantissimo e forse leggermente esagerato, ma tant'è: "Ha offeso profondamente tutte le vittime del Nazismo, ha violato i valori del calcio e merita una condanna categorica". Ma non è finita: si attendono altri provvedimenti disciplinari.



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