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MILANO-SANREMO/ Ciolek trionfa nella bufera della Classicissima “d'inverno”: la Marcialonga della passione a 2 ruote

Pubblicazione:lunedì 18 marzo 2013

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CICLISMO, MILANO-SANREMO 2013: VINCE CIOLEK – Avete mai provato ad andare in bicicletta sotto la neve, o almeno sotto una pioggia gelida? Dopo quanti chilometri avete cominciato ad andare in crisi con mani, piedi e faccia gelati? Chi ha una certa confidenza con il mezzo a due ruote, può rendersi conto – o almeno farsi una idea – di cosa significhi pedalare per 246 km in queste condizioni. Per tutti gli altri, ciclisti della domenica (o per lo meno della primavera-estate) resta l'ammirazione sconfinata per i protagonisti di uno sport che in queste condizioni sconfina nell'epica e nella leggenda. Parliamo naturalmente della Milano-Sanremo di ieri, vinta dall'outsider tedesco Gerald Ciolek con una bellissima volata sui due grandi favoriti Peter Sagan e Fabian Cancellara. Il tedesco ha una bella storia da raccontare: nel 2005, a 18 anni, vinse il campionato nazionale assoluto battendo un certo Erik Zabel, e l'anno successivo vinse il Mondiale Under 23 a 20 anni appena compiuti. Sembrava l'inizio di una carriera da leggenda, invece da quel momento raccolse solo vittorie di secondo piano – al massimo una tappa alla Vuelta – fino a ieri. A partite da questa stagione si è trasferito alla Mtn-Qhubeka, prima formazione africana di un certo rilevo nella storia del ciclismo e proprio per questo invitata alla corsa dalla Rcs. Chi pensava che la Mtn si sarebbe fatta notare soltanto per avere presentato un corridore nero al via della Classicissima (proprio nell'anno con il clima più sbagliato possibile), si è sbagliato di grosso. Ma, con tutto il rispetto per Ciolek, questa Sanremo non sarà ricordata tanto per il vincitore quanto per le condizioni in cui si è corsa. Tutti avranno maledetto lo spostamento dal sabato alla domenica, visto che nel giorno in cui tradizionalmente si corre la Sanremo brillava il sole, mentre ieri siamo ripiombati in pieno inverno. Cancellato il Turchino, avvolto dalla neve come se fosse il Passo Gavia del Giro 1988, via anche Le Manie, la cui discesa sarebbe stata troppo pericolosa. Dunque la corsa è stata bloccata ad Ovada ed è poi ripartita da Cogoleto, già sulla riviera ligure. Uno stop necessario anche se avventuroso, visto che ha richiesto un grosso coinvolgimento della Polizia e anche l'aiuto della Società Autostrade per far spostare tutta la carovana evitando il Turchino. Non si poteva però fare altrimenti: i corridori erano arrivati nella piemontese Ovada già allo stremo delle forze, dopo quella che potremmo definire una “Marcialonga a pedali” e farli passare sulla salita principale della corsa sarebbe stata una follia. Già ripartire non è stato facile, al pensiero di dover affrontare altri 126,5 km sotto la pioggia fredda della Liguria, dove non nevicava ma non si può certo dire che ci fosse bel tempo. Mitacoli della passione, come dirà Cancellara al traguardo: "Siamo stati tutti vincitori"...


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