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MORTO PIETRO MENNEA/ Bragagna: due ricordi dell'uomo che è stato il motivo della mia passione (esclusiva)

Pubblicazione:giovedì 21 marzo 2013 - Ultimo aggiornamento:giovedì 21 marzo 2013, 19.08

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Mi colpì dal punto di vista personale, perchè fece a me e alla persona di cui parlerò un regalo meraviglioso. A Grosseto, nel 2004, c'erano i campionati del mondo juniores; io da tempo facevo il telecronista. In quell'occasione il ragazzo che più si pose all'attenzione era Andrew Howe. Fece un tempo strepitoso, e proprio su quei 200 metri che prima erano stati di Livio Berruti e poi di Pietro Mennea. Il giorno dopo avevo Andrew Howe in studio, e…

E? Mi misi d'accordo con Pietro Mennea per fare ad Howe una sorpresa: lui aveva detto che gli sarebbe piaciuto conoscere Pietro, perchè non l'aveva mai incontrato ma per quello che gli avevano detto rappresentava per lui un'ispirazione e una sorta di idolo sportivo. Mennea era molto schivo, sapete: da tempo era fuori dalla scena, tanto da non aver rilasciato interviste quando Michael Johnson battè il suo record del mondo. 

Ma quella volta accettò? Per promuovere l'atletica e fare un favore a questo ragazzino allora promettente, si fece vivo e disse: "Sono Pietro Mennea", con la sua inconfondibile voce. Andrew Howe era così commosso che andò molto vicino alle lacrime. Gli fece un regalo incredibile, sentire la voce di una leggenda come Mennea fu la ciliegiona sulla torta. 

Lei dal vivo quante volte ha avuto modo di vederlo? Cinque o sei volte; facevo questo mestiere in piccole radio locali. Quando ho iniziato a commentare l'atletica lui aveva smesso da 7-8 anni, se non per un ritorno "a orologeria" per fare il portabandiera; Pietro smise seriamente di fare atletica nel 1984.

Ovviamente parlando di lui viene in mente quel 19''72 e l'oro di Mosca… Qui vado controcorrente: naturalmente è facile ricordarlo per quel record che durò 17 anni e che era, nel 1996 quando fu battuto, il più longevo dell'atletica. Pietro Mennea però è andato oltre: quel record è andato anche a cercarselo, perchè a 2240 metri dove in teoria è un po' più semplice correre. Più tardi però ebbe anche un primato del mondo a bassa quota.

In che occasione?


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