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TENNIS WTA/ Alla scoperta delle stelle del futuro: Sloane Stephens e le sue sorelle

Laura Robson, 18 anni, numero 43 del ranking WTA (Infophoto)Laura Robson, 18 anni, numero 43 del ranking WTA (Infophoto)

 Australiana di nascita, ha vissuto anche a Singapore fino a sei anni: è britannica dal 2008. A 14 anni aveva già vinto Wimbledon juniores, un anno dopo il debutto nei tornei ITF; ancora un anno, ed è arrivata in finale agli Australian Open (sempre a livello juniores). E' diventata famosa lo scorso anno: è stata la compagna di doppio misto di Andy Murray alle Olimpiadi (medaglia d'argento). Sull'erba londinese però aveva già battuto Angelique Kerber al primo turno dei Championships 2011. L'exploit agli US Open dello scorso autunno: batte in successione Kim Clijsters (ultima nella storia a farlo, visto il ritiro già annunciato della belga) e Na Li prima di arrendersi alla Stosur. Arriva quindi a Melbourne come osservata speciale, e il suo braccio non trema quando fa fuori Mladenovic e Kvitova, prima di essere eliminata nella sfida tra teenager da Sloane Stephens. E' mancina, e questo come noto mette in difficoltà qualche avversaria; molto affiatata con le sue compagne di Fed Cup, è la grande speranza britannica a Wimbledon, che non vede il trionfo di un suddito donna della Regina dal 1977 (Virginia Wade). Il nostro pronostico è che ce la farà, ma deve guadagnare in cattivera agonistica.

 La chiamano già nuova Williams, e non solo per il colore della pelle. La sua storia finora è legata a Serena: dopo essersi lamentata con lei per qualche "come on" di troppo (mostrando una certa personalità), è arrivata a Melbourne in gennaio e l'ha battuta, sfruttando anche i problemi alla schiena della star. Si è guadagnata la semifinale, dove ha perso in maniera controversa dalla Azarenka che, perso il secondo set, si è presa una pausa di più di dieci minuti. Il risultato l'ha fatta schizzare tra le prime venti al mondo, ma già nel 2012 aveva raggiunto il terzo turno a Wimbledon e US Open e gli ottavi al Roland Garros. Da junior era più famosa come doppista (vittoria agli Open di Francia e Wimbledon), poi è esplosa come singolarista (semifinale a Strasburgo lo scorso anno). Tra le giovani è forse la più pronta: lo dice la classifica e il modo in cui affronta senza paura qualunque avversaria, spesso comandando il gioco. Un peccato che non abbia potuto giocare a Miami contro Venus Williams (ritiratasi per problemi alla schiena): poteva essere un passaggio di consegne ideale.

 Nome nuovo: la sua esplosione è recentissima. Non possiamo ancora dire se si tratti o meno di un exploit isolato, ma intanto va registrato: nel torneo di Miami attualmente in corso ha eliminato nel giro di tre giorni le due tedesche Goerges e Petkovic, e poi ha strappato un set a Kirsten Flipkens. Certo: non stiamo parlando di semifinale o altro, ma intanto la sua classifica migliorerà sensibilmente e potrà giocare altri tornei importanti. Poi, si vedrà.

 E' la più giovane di tutte, e non ha ancora centrato risultati importanti; però, può già vantare una finale pro (a Tashkent) e il superamento di un turno Slam, agli Australian Open dello scorso gennaio (sconfitta Andrea Hlavackova). Andrà aspettata ancora un po', ma di lei si parla veramente bene.

 

(Claudio Franceschini)

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