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NIGERIA/ Giocatrici lesbiche bandite dalla nazionale di calcio e da tutte le competizioni

Annuncio shock della Lega Calcio nigeriana: le lesbiche saranno escluse da tutte le competizioni. Altra follia di un Paese spaccato tra musulmani e cristiani ma unito contro l'omosessualità.

La nazionale di calcio femminile della Nigeria (Infophoto) La nazionale di calcio femminile della Nigeria (Infophoto)

I cori razzisti a indirizzo di Boateng? Gli insulti a Mario Balotelli? Altrove ci sono problemi ben più seri. La Nigeria deve confrontarsi con fatti quotidiani decisamente gravi e che riguardano la situazione politico-religiosa del Paese, ma anche nel mondo dello sport non se la passano benissimo. Qui l'eterno dibattito sui diritti agli omosessuali e alle coppie di fatto è sfociato anche nel calcio: l'annuncio shock della presidentessa della Lega Calcio, Dilichukwu Onyedinma, apre a un precedente che, chissà, potrebbe anche avere un seguito in altre nazioni. Si tratta di una vera e propria persecuzione alle lesbiche: "L'omosessualità da oggi è ufficialmente proibita nel calcio nigeriano. Qualunque calciatrice ritenuta colpevole di tale atteggiamento sarà estromessa dalla nazionale e da tutte le competizioni ufficiali". Una presa di posizione fortissima, che però non stupisce se andiamo a guardare le leggi in vigore nel Paese: come noto la Nigeria è divisa in due zone, una a maggioranza musulmana e una a maggioranza cristiana. Nel Nord musulmano l'omosessualità comporta la pena di morte per lapidazione, anche se nei fatti è dal 1987 (fortunatamente) che non si esegue una sentenza simile; ma anche nel Sud cristiano non ci vanno troppo teneri, visto che il massimo della pena è di 14 anni di carcere. In un Paese dove solo il 2% della popolazione è tollerante nei confronti dell'omosessualità non è certo una novità questa discriminazione; come a voler sottolineare il fatto, nel 2008 è stata anche approvata una legge che proibisce i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Adesso tocca alla FIFA intervenire: la Federazione Internazionale vieta per regolamento qualunque tipo di discriminazione, e non potrà rimanere indifferente di fronte alla decisione della Lega Calcio, la cui presidentessa ha anche citato passi della Bibbia a supporto della sua politica. Ci sono due precedenti in Nigeria: Sir James Peters due anni fa era direttore tecnico delle Super Aquile al femminile e aveva bandito alcune calciatrici in nome delle loro preferenze sessuali, mentre Eucharia Uche, attuale allenatrice della nazionale femminile, aveva smentito una dichiarazione nella quale si era inorgoglita per aver debellato l'omosessualità. A livello maschile sembra non ci siano problemi, almeno di facciata: la nazionale ha appena vinto la Coppa d'Africa ed è motivo di orgoglio per tutta la Nigeria.

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