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FC BARCELLONA/ Le ragioni della fine di un ciclo. Con due modelli da imitare

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Con acquisti mirati e maggiori responsabilità personali ai giovani, non si sarebbe arrivati a un calo fisico degli "immortali". Puyol non regge questi ritmi da un paio di stagioni, eppure ha sempre dovuto giocare; e se guardiamo la squadra che ha vinto la Champions League nel , sette undicesimi di quella squadra sono gli stessi di oggi. Anzi otto: nella serata di Roma, Dani Alves era squalificato. A indicazione della fatica e delle difficoltà ad intervenire in corsa, il fatto che da cinque anni il Barcellona non compra nessuno a gennaio. E' logico che anche la squadra più forte del pianeta, dopo un po', possa essere fermata se premesse tecniche e, peggio, giocatori, restano identici. Ecco spiegato il crollo degli ultimi tempi, con il suo culmine massimo nel disastro di ieri sera. Dall'altra parte, la squadra del momento - il Bayern Monaco - ha messo insieme uno dei due modelli da seguire: ha sempre azzeccato gli acquisti, accettando di spendere tanto ma mettendosi in squadra giocatori titolari e fondamentali, portando all'evoluzione della formazione e del suo credo calcistico. Con Robben in campo, Heynckes sfrutta al massimo le fasce; senza di lui, si avvale del grimaldello Muller che fa il finto esterno ma gioca in un altro modo. Diversi stili, la stessa aggressività. Il secondo modello è quello del Manchester United, che a differenza del Barcellona ha puntato sulla crescita del singolo giocatore al di là del modulo (che Ferguson ha più volte cambiato nei 27 anni di guida dei Red Devils); è la crescita di un progetto attraverso la responsabilizzazione del singolo, che impara così a essere utile a più livelli (Phil Jones gioca in tre ruoli diversi, Valencia ha imparato a fare il terzino). Acquisti non necessariamente di prim'ordine, ma diventati giocatori veri sotto l'attenta disciplina di Sir Alex. Che, infatti, da più di un decennio è in cima all'Europa, pur se anche lui deve accettare qualche logica annata meno riuscita. Capito, Barcellona?

 

(Ettore Gatti)

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