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DOPING/ Fuentes condannato a un anno, ma le sacche di sangue saranno distrutte

Pubblicazione:martedì 30 aprile 2013

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Una condanna (anche se mite) per il medico Eufemiano Fuentes, ma anche la fine delle speranze di poter ricostruire in pieno tutti i casi di doping della famigerata Operacion Puerto. Queste sono le sentenze di primo grado del processo penale sul più grande scandalo doping nella storia dello sport in Spagna. Il medico che era al centro di questo sistema – appunto Fuentes – è stato riconosciuto colpevole di “delitto contro la salute pubblica” e condannato ad un anno di reclusione, che comunque non sconterà dal momento che in Spagna si entra in carcere solo con una condanna (definitiva) di almeno due anni, e non dovrà nemmeno smettere di svolgere l'attività di medico di famiglia, mentre sarà inibito per 4 anni dallo svolgere l'attività di medico sportivo. Pena ancora più lieve per il suo collaboratore Ignacio Labarta (4 mesi), assoluzione invece per lo storico dirigente ciclistico Manolo Saiz, e per gli altri due imputati, Yolanda Fuentes e Vicente Belda. Pesa soprattutto il no categorico alle richieste di Coni, Wada (l'agenzia mondiale antidoping), Uci e persino della Federazione ciclistica spagnola di poter utilizzare le sacche di sangue sequestrate a Fuentes e custodite a Barcellona. Ci si poteva attendere una sentenza di questo tipo per quanto riguarda l'entità delle condanne, visto che non si tratta di un processo per doping ma per un delitto contro la salute pubblica, ma il no alla concessione delle sacche di sangue degli sportivi sequestrate a Fuentes nel 2006 indica una chiara volontà di non volere indagare a fondo, e di impedire di farlo anche alla giustizia sportiva per quanto le compete. La motivazione dice che “Prevalgono le garanzie processuali e i diritti fondamentali degli imputati”, ma è evidente che in questo modo non si potrà scoprire a chi appartenessero. Infatti una volta che la sentenza sarà definitiva (mancano due gradi di appello) tutte le sacche saranno distrutte, così come i supporti tecnologici sequestrati agli imputati. Aleggeranno per sempre i dubbi su un possibile coinvolgimento di altri campioni spagnoli, del ciclismo ma anche di altri sport, calcio e tennis su tutti.



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