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REAL MADRID-BORUSSIA DORTMUND/ Gli errori di Mourinho nella notte dell'addio

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la verità è che lo Special One avrebbe meritato di uscire già contro il Manchester United (come da lui stesso ammesso) e che contro il Galatasaray se l'è vista bruttissima senza poterci fare molto. Così, non appena Cristiano Ronaldo è calato e Ozil e Higuain si sono mangiati gol oratoriani, tutti i limiti del Real Madrid (in primis quello di non avere un gioco) sono venuti fuori dinanzi a una macchina, quella di Klopp, che non sarà smaliziata e "arrogante" come la Casa Blanca ma a calcio sa giocare eccome, e si è visto. Mourinho è stato umiliato tatticamente, anche ieri sera: dopo 15 minuti di fuoco la sua squadra si è spenta, incapace di trovare un modo per vincere la partita. Perciò, caro José, non ce ne volere ma è giusto dirlo: quando si perde, la colpa è anche dell'allenatore. Postilla finale: tutti coloro che al primo tonfo del Barcellona sono spuntati come funghi alle prime piogge declamando il decalogo dei motivi per cui i blaugrana meritavano di perdere e avevano sinceramente stancato con il loro palleggio infinito, forse ora una parolina al Mourinho che è uscito frastornato per la terza volta in fila come un pugile suonato per 12 riprese dalla semifinale di Champions League potrebbero dirla. O non sarà che il bel calcio e l'epica del gol "sporco" con il cambio di gioco da 40 metri, in fondo in fondo, c'entravano poco?

 

(Claudio Franceschini)

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