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Giro d'Italia 2013 / Wiggins: questa è la gara più difficile del mondo, la amo e tornerò per vincerla

Pubblicazione:venerdì 17 maggio 2013

Bradley Wiggins (Infophoto) Bradley Wiggins (Infophoto)

Il ritiro di Bradley Wiggins è certamente stata la notizia del giorno al Giro d’Italia 2013. Un’infezione polmonare ha bloccato il corridore britannico, che al via della Corsa Rosa era attesissimo in quanto vincitore del Tour 2012. Per Sir Bradley questo Giro è stato pieno di problemi, dalle cadute (Serra San Bruno e Pescara) ai problemi meccanici nella crono di Saltara, fino al k.o. sotto il diluvio della tappa di ieri a Treviso. Eppure, intervistato in esclusiva da Sky Sport 24, il corridore del Team Sky ha ribadito il suo amore per il Giro. Per prima cosa Wiggins ha spiegato le motivazioni del suo ritiro: "E’ qualcosa che non puoi controllare, quindi fa davvero rabbia fermarsi in questo modo perché siamo venuti qui per fare molto di più. Ma la vita va avanti. Questa mattina il dottore ha detto: ‘Ora basta!’. Non ho dormito molto la notte passata, ieri è stata una giornata terribile e oggi sarebbe stata una tappa molto lunga. La questione è: ‘Per quanto tempo avrei potuto combattere ancora e per cosa, visto che la classifica generale ormai è andata?’. È dura essere al Giro e rimanere solo un numero, quando tutti quanti intorno a te si aspettano ben altro. Non è la prima volta che ho questo tipo di problemi alle vie respiratorie, diciamo che dopo la vittoria al Tour non mi era più successo. Ora è chiaro che essendo un personaggio famoso tutti lo sanno, ma ci sono altri corridori nel gruppo che non stanno bene. Ma come vincitore del Tour non puoi nasconderti e far finta di nulla. E con le tappe che ci sono nei prossimi giorni era irrealistico pensare di tornare in piena forma. Il Team ha preso la decisione, ora devo guarire e solo nei prossimi giorni potrò programmare il futuro. E' stato difficile ieri trovarmi a non riuscire a stare a ruota degli altri nei tratti di pianura o su semplici salite, non ci sono abituato. Perdere il gruppo non è da me, ma questo è stato un segnale che qualcosa non girava. Non puoi nasconderti da queste cose e se ieri ho perso la ruota sul piatto è impensabile competere con i migliori, devi essere al top per combattere con gente come Nibali ed Evans". Poi arriva l'elogio:


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