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US Sassuolo / dg Bonato: ecco dove e come è nata la nostra promozione (esclusiva)

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Abbiamo affrontato due partite contro avversari che si giocavano tanto; a Lanciano abbiamo pareggiato ma sbagliando tantissimi gol, e siamo arrivati all'ultima partita, un autentico spareggio contro il Livorno. Una squadra forte quanto noi: siamo stati bravi, perchè siamo riusciti a dimostrare i nostri valori tecnici ma anche umani ed etici, facendo vedere che la nostra promozione è meritata.

Avete puntato su Di Francesco, che arrivava da un esonero… come mai questa scelta? Nel nostro percorso abbiamo sempre cercato di scegliere allenatori che arrivassero da esperienze non proprio positive, ma che avessero dei valori di base. E' stato così con Allegri, con Pioli, con Mandorlini; tutti hanno messo il loro, ed è stato così anche con Di Francesco. 

Quali sono stati i suoi meriti? Forse il principale è stato quello di creare subito un'alchimia con i giocatori, e di impostare una mentalità offensiva che ha fatto sì che il Sassuolo avesse anche una qualità di gioco elevata oltre all'ottima classifica.

Anche sul mercato avete fatto delle scelte importanti, che hanno pagato… E' stato un mercato particolare: dopo la delusione dei playoff persi contro la Sampdoria c'è stato l'ordine da parte della proprietà di ridimensionare il budget. Così è stato, con una riduzione del 60%; fortunatamente siamo riusciti a mantenere un importante gruppo di giocatori che avevamo già, a cui si sono aggiunti due-tre inserimenti importanti.

A chi si riferisce? A Berardi e Chibsah, due ragazzi del settore giovanile; e poi al rientro di alcuni prestiti, tra cui quello di Pavoletti. Sono stati giocatori che hanno aumentato la qualità della rosa e ci hanno permesso di fare un campionato importantissimo, che forse alla vigilia non era previsto perchè in estate erano partiti giocatori importanti come Sansone, che l'anno precedente aveva fatto 20 gol. 

 

(Claudio Franceschini)

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