BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Giro d'Italia 2013 / Video, highlights cronoscalata Mori-Polsa. Nibali: sono arrivato in alto, volevo anche la tappa

Il video con gli highlights e l'ultimo km di Vincenzo Nibali nella cronoscalata Mori-Polsa, 18esima tappa del Giro d'Italia, dominata dal siciliano dell'Astana sempre più maglia rosa

Vincenzo Nibali sul traguardo della Polsa Vincenzo Nibali sul traguardo della Polsa

Il sigillo sul Giro del suo dominatore. Vincenzo Nibali voleva fortemente almeno una vittoria di tappa per certificare un trionfo che – salvo clamorosi colpi di scena – è ormai garantito. Non poteva esserci dunque occasione migliore della cronoscalata Mori-Polsa per esultare e ipotecare con qualche giorno d'anticipo la maglia rosa finale della 96esima edizione del Giro d'Italia. Ma il capitano della Astana resta un ragazzo semplice, e al traguardo teme di avere tolto la gioia all'ex compagno di squadra Damiano Caruso, in realtà terzo dietro a Samuel Sanchez: “Pensavo di avere battuto Caruso e mi sarebbe dispiaciuto”. La felicità è nel mostrare con orgoglio nel viaggio in elicottero post-tappa con l'inviato della Gazzetta dello Sport la foto del nonno – che si chiama Vincenzo Nibali – con indosso una maglia rosa: “Vi faccio vedere una cosa bellissima: Vincenzo Nibali in maglia rosa”. Poi spazio all'analisi: “Sul traguardo il pugno è stato un gesto di liberazione, ero veramente determinato a fare bene. Già dalla ricognizione del mattino ho sentito che le gambe giravano bene e che sarebbe stata una giornata super. Ho sempre spinto al massimo perché volevo la tappa, non sono mai sceso sotto i 370 watt con punte di 430. Con la pioggia ho solo pensato a non prendere rischi nelle curve e nei tratti in discesa”. Il Giro è finito? “”Non ancora, ma il vantaggio che ho è rassicurante, ora posso controllare gli avversari e le eventuali avversità con più tranquillità. Ho fatto tanti sacrifici per arrivare quassù, forse più degli altri anni. In allenamento e a tavola. Nessuna dieta specifica: mangio di tutto ma con moderazione, a casa, scegliendo le materie prime e con cotture corrette. In allenamento preferisco la compagnia, le tabelle le seguo a modo mio ma non aggiungo mai niente”. Questo è quello che c'è dietro, compreso il passaggio dalla Liquigas alla Astana: “Qui mi pagano molto bene e volevo dimostrare che la loro fiducia è ben riposta. Non mi mancava nulla neanche prima, avevo già tutte le attenzioni ma qui sono libero. Non sono mai andato alle corse con stress e i risultati si vedono”. Allontana però la tentazione Tour: “Sto correndo per vincere da gennaio, non è possibile. E poi tengo moltissimo al Mondiale di Firenze”. Di certo ha riportato l'entusiasmo attorno al ciclismo: “Per il nostro sport è un momento importante: in questo Giro ci sono tante vittorie italiane e tantissima gente lungo la strada. Il ciclismo è vivo e noi siamo i migliori. Siamo partiti da Napoli che sembravamo morti, invece siamo sulla strada giusta”. Grazie soprattutto a uno Squalo.