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PAGELLE/ Borussia Dortmund-Bayern Monaco (1-2): i voti e il tabellino della finale (Champions League)

Pubblicazione:domenica 26 maggio 2013

La Coppa è del Bayern Monaco La Coppa è del Bayern Monaco

LE PAGELLE DI BORUSSIA DORTMUND-BAYERN MONACO (1-2): I VOTI DELLA PARTITA (CHAMPIONS LEAGUE 2012-2013, LA FINALE) - Borussia Dortmund-Bayern Monaco si chiude con la vittoria dei bavaresi per 2-1 quando tutto sembrava portare la gara ai tempi supplementari. Ha vinto il il Bayern Monaco, che si aggiudica la Champions League e il risultato è giusto. Finale amaro per il Borussia che ha giocato splendidamente, la fine di un incubo per il Bayern Monaco che si sarebbe trovato davanti alla terza sconfitta in finale di Champions negli ultimi tre anni. Ma la storia ci ha messo una pezza, ora onore ai vinti e festa grande per i vincitori. Aspettando la Coppa di Germania.
VOTO PARTITA, 9:
partita stupenda, la finale perfetta. È tutto qua, non manca nulla: ricca di emozioni, occasioni da gol, belle giocate, scontri corretti, un calcio di rigore e il gol decisivo all'89'. Calcio totale, intensità dal primo all'ultimo minuto; l'estetica dei giovani del Borussia, il cinismo dei bavaresi, il gol decisivo dell'uomo più atteso. Romanticismo, bel calcio e divertimento: insomma, chiedere di più sarebbe stato chiedere troppo.
VOTO BORUSSIA DORTMUND, 8: paga l'inesperienza. Arrivati a questo livello, gli sbarbatelli di Klopp si fanno prendere dall'entusiasmo, e partono carichi a mille correndo ovunque. Peccato per loro che nel secondo tempo la benzina finisca, e la riserva non sia sufficientemente capiente. Tuttavia, esprimono un calcio pazzesco: qualità e quantità a bizzeffe, che nel primo tempo mettono per gran parte in ridicolo i più quotati avversari del Bayern. Tuttavia, non basta per la coppa.
VOTO BAYERN MONACO, 9: una stagione pazzesca che si conclude nel migliore dei modi. Aspettando ovviamente la coppa di lega, per l'eventuale triplete. Qua, esce l'esperienza dei suoi giocatori, che partono col freno a mano tirato, per le due finali perse precedentemente, ed escono progressivamente nel secondo tempo, andando in vantaggio per ben due volte. Battere questo Borussia era un'impresa non da poco, il Bayern ci riesce usando tutte le sue armi: tenacia, fisicità, qualità, concretezza, cinismo ed esperienza. È un premio alla grande stagione e all'incredibile cammino: tornano agli occhi le passeggiate con Juventus e Barcellona. Che dire, strabilianti.
VOTO ARBITRO, SIG. RIZZOLI, 8: arbitraggio eccellente. Finalmente un italiano torna protagonista a grandi livelli, dando un colpo di spugna alle brutte prestazioni degli arbitri del nostro campionato. Molto bravo ad usare i cartellini, senza incattivire la partita, impeccabile nelle occasioni chiave, anche se in occasione del rigore il secondo giallo a Dante poteva starci. Ottima anche la terna, con i guardalinee eccellenti nel segnalare ogni fuorigioco.
I VOTI DEL BORUSSIA DORTMUND

Weidenfeller, 8: eccellente in ogni uscita, soprattutto nel primo tempo quando chiude la porta in faccia a Robben. Solo due pecche, a voler trovare il pelo nell'uovo: si fa uccellare da Muller, in occasione del salvataggio di Subotic sulla riga, ed è troppo avventato nell'uscita su Robben, nell'occasione decisiva all'89'.
Piszczek, 7: motorino costante, eccellente in fase offensiva ma soprattutto in copertura, dove annichilisce Ribery.
Subotic, 6.5: salvataggio strepitoso sulla riga, partita eccellente, ma la frittata sul gol di Robben costa carissima.
Hummels, 6: sufficienza solo grazie alla prima mezzora eccellente, quando paga la forma della squadra. Poi comincia una serie di svarioni preoccupanti, che tolgono sicurezza alla sua squadra e la privano del controllo del match.
Schmelzer, 5.5: soffre Robben, che dalla mezzora in poi lo costringe ad una partita di copertura, peraltro affannosa.
Gundogan, 7: il gol è la gemma su una partita splendida, fatta di tantissima intelligenza tattica e sorprendente prestanza fisica e tecnica.
Bender, 7: anche lui disputa un'ottima partita, ed è strepitoso nella prima parte, quando vale tre uomini e consente alla squadra il dominio del campo, annichilendo il centrocampo bavarese.
Blaszczykowski, 7: parte a razzo, è il migliore dei suoi. La capacità di muoversi senza dare punti di riferimento è eccellente. Poi subisce un lento ma costante declino, che lo porta ad uscire pian piano dal match. Forse il suo evidente calo fisico, che priva la squadra delle ripartenze micidiali che avevano fatto tremare il Bayern nella prima frazione, è una delle cause dello scoppio del Borussia nel finale. Andava sostituito.
Reus, 8: fenomenale. Corre ovunque, abbinando una velocità strepitosa, una reattività non comune ed una qualità che lo rende imprendibile. Le azioni più pericolose passano da lui, che si cala nel ruolo di leader offensivo. Purtroppo anche lui nel finale risente del calo della squadra.
Grosskreutz, 4: è il grande assente della serata. Gotze, dalla tribuna, fa comunque più di lui dal campo. Non si vede praticamente mai, ed è una delle frecce più velenose che vengono a mancare dall'arco di Klopp.
Lewandowski, 6.5: nei primi venticinque minuti è mostruoso. Poi sparisce, non riuscendo più a catalizzare l'attacco della sua squadra, e non riuscendo più a mettere in crisi i suoi marcatori. Venuto meno lui, viene meno per il Borussia la principale torre a cui appoggiarsi per rifiatare, e difatti il crollo della squadra è evidente.
Schieber, s.v.
Sahin, s.v.
All.: Klopp, 6: il voto potrebbe sembrare basso. È vero, la sua è la squadra rivelazione, lui ha creato dei fenomeni, lui stava per rendere possibile l'impossibile. Ma nel secondo tempo era evidente il calo fisico dei suoi giocatori. Forse qualche cambio avrebbe ridato fiato ai suoi, esausti per avere dato tutto nel primo tempo. Che fosse imbambolato per l'emozione, o per la tensione? Non si sa, ma potrebbe essere, visto il doppio cambio immediato dopo il gol: segno evidente di un brusco risveglio, che ha reso improrogabile ciò che fino allora sembrava superfluo. Ma ormai, era inutile. Restano gli applausi per una grande stagione, che comunque si chiuderà senza titoli: le grandi storie immemorabili non possono non avere il lieto fine.


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