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Giro d'Italia 2013 / Le pagelle: Nibali e Cavendish perfetti, i promossi e i bocciati

Vincenzo Nibali premiato a Brescia Vincenzo Nibali premiato a Brescia

 Come ritirarsi con onore. Il canadese campione uscente ha onorato al massimo la corsa finché è stato bene, attaccando anche sulle piccole salitine delle prime tappe ed arrivando fino a Pescara con soli 3” di ritardo da Nibali. Poi è stato male, ma ha comunque provato a resistere per una settimana prima di doversi arrendere. Onore delle armi.

Non basta il secondo posto nella cronoscalata per salvarlo. Doveva essere uno dei grandi nomi della corsa e non ha chiuso nemmeno fra i primi 10, mai protagonista nelle tappe di montagna.

Teorico grande rivale di Cavendish in volata, non ha lasciato tracce. Ci si attendeva di più dal vincitore di una Sanremo e di tappe nei precedenti Giri.

Bocciatura completa per il vincitore del Tour 2012. D'accordo, qualche attenuante gli va riconosciuta, ma un inglese che va in tilt appena si mette a piovere è imbarazzante. In discesa sembrava un cicloamatore, a cronometro non ha fatto la differenza, in salita ha sofferto. Fiato alle trombe di chi sostiene che possa vincere solo una corsa decisa a tavolino, come di fatto fu il Tour cucito a sua immagine l'anno scorso. Peccato perché ama il Giro e non avrebbe meritato questa figuraccia. Ora deve tornare per redimersi.

Non tanto per la positività in sé, ma per la sua storia. Hai 37 anni, nella tua carriera sei già stato coinvolto in tre casi di doping, hai voluto rientrare apposta per questo Giro e al primo controllo (ancora prima del via, anche se l'esito è arrivato quasi alla fine) ti fai beccare. Ora la sua credibilità è definitivamente distrutta, e quel che è peggio rischia di danneggiare anche quella di un ciclismo che invece negli ultimi anni ha fatto passi da gigante. Inconcepibile.

Ultimi ma non ultimi... Il disegno della corsa è stato molto più bello di quello dell'anno scorso, con emozioni ogni giorno. Contro il mese di maggio forse più pazzo climaticamente che si sia mai visto in Italia c'era poco da fare, ma l'hanno fatto per intero. Eccellente il modo in cui hanno difeso gli arrivi sul Galibier e le Tre Cime, sarebbe stato ottimo anche il percorso alternativo per la tappa di venerdì, prima che la neve decidesse che quel giorno si doveva stare in albergo (decisione inevitabile e assolutamente corretta).

 

(Mauro Mantegazza)

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