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Calcio e altri Sport

Giro d'Italia 2013 / Le pagelle: Nibali e Cavendish perfetti, i promossi e i bocciati

Vincenzo Nibali e Mark Cavendish perfetti, Visconti e Battaglin esaltano l'Italia, grandi i colombiani e i polacchi, bocciato Wiggins: le pagelle del Giro d'Italia 2013

Vincenzo Nibali premiato a BresciaVincenzo Nibali premiato a Brescia

Dopo 23 giorni, 20 tappe (più una annullata) e 3342,5 chilometri percorsi dai 168 corridori che hanno completato il Giro d'Italia, ieri la Corsa Rosa si è chiusa a Brescia con un arrivo tra l'entusiasmo popolare. Sembra essere tornato l'amore per il ciclismo, e gran parte del merito è naturalmente di Vincenzo Nibali. Non solo lui, però: è stato un bel Giro, ecco le nostre pagelle con i voti a tutti i protagonisti.

Dominatore assoluto. Splendido in salita, micidiale in discesa, nettamente migliorato anche a cronometro, lo Squalo ha ampiamente meritato il successo in questo Giro. Una vittoria resa ancora più bella per come è arrivata: la cronoscalata e ancora di più gli attacchi sotto la tormenta di neve verso le Tre Cime di Lavaredo entreranno nella storia dello sport. Perfetto lui e perfetta tutta la sua squadra, l'Astana (voto 10), con una citazione principale per il gregario più prezioso, l'estone Tanel Kangert (voto 8) e per il talento Fabio Aru (voto 8), che tutti ora si augurano possa essere l'erede di Nibali. Ma non sarà un'esigenza a breve termine: Vincenzo ha ancora tanti anni davanti, è salito sul podio in tutti i grandi Giri e unisce al successo alla Vuelta 2010 quello nella corsa italiana. Forse solo Contador gli è superiore attualmente.

L'altro eroe della corsa è lo sprinter britannico. Anche lui ha vinto il suo Giro: cinque volate e cinque vittorie. Nettamente il più forte velocista in circolazione. Ma non solo: si conquista il massimo dei voti anche per la determinazione con cui è arrivato fino a Brescia, e la maglia rossa della classifica a punti (completando così il tris con Tour e Vuelta) è il meritato premio per questo suo amore per la Corsa Rosa.

Il terzo eroe del Giro, un campione ritrovato per la gioia del ciclismo italiano. La fuga verso il Galibier è già entrata nel mito ed ha avuto il potere di farlo uscire da mesi difficili, tanto che tre giorni dopo a Vicenza ha vinto con una azione tecnicamente ancora più rilevante. Se questo sarà ricordato come il Giro dei siciliani, tanta parte del merito è sua. Ottima anche la sua squadra, la Movistar (voto 9), che ha vinto ben quattro tappe con lui, Intxausti e Dowsett (voto 7), rivelatosi grande cronoman con il successo a Saltara.

Difficile chiedere di più al colombiano: doveva essere il luogotenente di Wiggins, cammin facendo si è ritrovato capitano del Team Sky e ha risposto vincendo con uno splendido assolo il duro arrivo in salita sul Montasio e conquistando il secondo posto finale. Per la Colombia è il primo podio al Giro, per lui è un altro gradino dopo i già ottimi risultati del 2012, quando fu settimo e maglia bianca. Certo, non è al livello di Nibali: ma questo da Uran non poteva pretenderlo nessuno.

La rivelazione del Giro. Sempre all'attacco, protagonista di tutte le tappe che non fossero per velocisti, premiato con un inatteso quinto posto finale e con la meritatissima maglia bianca di miglior giovane. Insieme ad Uran ha esaltato una Colombia che in questo Giro ha raccolto tantissime soddisfazioni. Un solo appunto: non ha mai finalizzato i suoi attacchi con un successo di tappa. E'l'eterno secondo di questo Giro.

Altro talento che ci ha esaltato. La giovane promessa della Bardiani-Csf è sbocciata con l'autorevole successo nel difficilissimo arrivo di Serra San Bruno, e si è confermato poi con il secondo posto a Pescara, in una frazione ancora più difficile. Sfortunatissimo per la caduta che l'ha costretto al ritiro, ma che non toglie niente al suo grande Giro.

Il campione australiano ha onorato nel modo migliore un Giro che non avrebbe nemmeno dovuto correre. Sempre protagonista (gettandosi pure nelle volate delle tappe miste), tenace come sua caratteristica, a lungo primo rivale di Nibali, ottenendo così il podio che gli mancava dopo il terzo posto alla Vuelta 2009 e il successo al Tour 2011. Paga però una terza settimana in calando, probabilmente a causa di una preparazione che appunto non era incentrata sul Giro, e se gli ultimi tapponi fossero stati completi forse avrebbe rischiato di perdere il podio.