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Giro d'Italia 2013 / Le pagelle: Nibali e Cavendish perfetti, i promossi e i bocciati

Pubblicazione:lunedì 27 maggio 2013 - Ultimo aggiornamento:lunedì 27 maggio 2013, 15.38

Vincenzo Nibali premiato a Brescia Vincenzo Nibali premiato a Brescia

GIRO D'ITALIA 2013: LE PAGELLE DELLA CORSA ROSA – Dopo 23 giorni, 20 tappe (più una annullata) e 3342,5 chilometri percorsi dai 168 corridori che hanno completato il Giro d'Italia, ieri la Corsa Rosa si è chiusa a Brescia con un arrivo tra l'entusiasmo popolare. Sembra essere tornato l'amore per il ciclismo, e gran parte del merito è naturalmente di Vincenzo Nibali. Non solo lui, però: è stato un bel Giro, ecco le nostre pagelle con i voti a tutti i protagonisti.

VINCENZO NIBALI VOTO 10 – Dominatore assoluto. Splendido in salita, micidiale in discesa, nettamente migliorato anche a cronometro, lo Squalo ha ampiamente meritato il successo in questo Giro. Una vittoria resa ancora più bella per come è arrivata: la cronoscalata e ancora di più gli attacchi sotto la tormenta di neve verso le Tre Cime di Lavaredo entreranno nella storia dello sport. Perfetto lui e perfetta tutta la sua squadra, l'Astana (voto 10), con una citazione principale per il gregario più prezioso, l'estone Tanel Kangert (voto 8) e per il talento Fabio Aru (voto 8), che tutti ora si augurano possa essere l'erede di Nibali. Ma non sarà un'esigenza a breve termine: Vincenzo ha ancora tanti anni davanti, è salito sul podio in tutti i grandi Giri e unisce al successo alla Vuelta 2010 quello nella corsa italiana. Forse solo Contador gli è superiore attualmente.

MARK CAVENDISH VOTO 10 – L'altro eroe della corsa è lo sprinter britannico. Anche lui ha vinto il suo Giro: cinque volate e cinque vittorie. Nettamente il più forte velocista in circolazione. Ma non solo: si conquista il massimo dei voti anche per la determinazione con cui è arrivato fino a Brescia, e la maglia rossa della classifica a punti (completando così il tris con Tour e Vuelta) è il meritato premio per questo suo amore per la Corsa Rosa.

GIOVANNI VISCONTI VOTO 9,5 – Il terzo eroe del Giro, un campione ritrovato per la gioia del ciclismo italiano. La fuga verso il Galibier è già entrata nel mito ed ha avuto il potere di farlo uscire da mesi difficili, tanto che tre giorni dopo a Vicenza ha vinto con una azione tecnicamente ancora più rilevante. Se questo sarà ricordato come il Giro dei siciliani, tanta parte del merito è sua. Ottima anche la sua squadra, la Movistar (voto 9), che ha vinto ben quattro tappe con lui, Intxausti e Dowsett (voto 7), rivelatosi grande cronoman con il successo a Saltara.

RIGOBERTO URAN VOTO 9 – Difficile chiedere di più al colombiano: doveva essere il luogotenente di Wiggins, cammin facendo si è ritrovato capitano del Team Sky e ha risposto vincendo con uno splendido assolo il duro arrivo in salita sul Montasio e conquistando il secondo posto finale. Per la Colombia è il primo podio al Giro, per lui è un altro gradino dopo i già ottimi risultati del 2012, quando fu settimo e maglia bianca. Certo, non è al livello di Nibali: ma questo da Uran non poteva pretenderlo nessuno.

CARLOS BETANCUR VOTO 8,5 – La rivelazione del Giro. Sempre all'attacco, protagonista di tutte le tappe che non fossero per velocisti, premiato con un inatteso quinto posto finale e con la meritatissima maglia bianca di miglior giovane. Insieme ad Uran ha esaltato una Colombia che in questo Giro ha raccolto tantissime soddisfazioni. Un solo appunto: non ha mai finalizzato i suoi attacchi con un successo di tappa. E'l'eterno secondo di questo Giro.

ENRICO BATTAGLIN VOTO 8 – Altro talento che ci ha esaltato. La giovane promessa della Bardiani-Csf è sbocciata con l'autorevole successo nel difficilissimo arrivo di Serra San Bruno, e si è confermato poi con il secondo posto a Pescara, in una frazione ancora più difficile. Sfortunatissimo per la caduta che l'ha costretto al ritiro, ma che non toglie niente al suo grande Giro.

CADEL EVANS VOTO 8 – Il campione australiano ha onorato nel modo migliore un Giro che non avrebbe nemmeno dovuto correre. Sempre protagonista (gettandosi pure nelle volate delle tappe miste), tenace come sua caratteristica, a lungo primo rivale di Nibali, ottenendo così il podio che gli mancava dopo il terzo posto alla Vuelta 2009 e il successo al Tour 2011. Paga però una terza settimana in calando, probabilmente a causa di una preparazione che appunto non era incentrata sul Giro, e se gli ultimi tapponi fossero stati completi forse avrebbe rischiato di perdere il podio.


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