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STATI UNITI/ Arbitro ucciso da un ragazzo di 17 anni per un cartellino giallo

Pubblicazione:domenica 5 maggio 2013

Ricardo Portillo Ricardo Portillo

Ricardo Portillo, 46 anni, è morto sabato 4 maggio, una settimana dopo essere entrato in coma dopo che, durante una partita di calcio che Portillo arbitrava, un ragazzo di 17 anni gli ha dato un pugno in faccia. La tragedia risale al  27 aprile durante il torneo giovanile alla Eisenhower Junior High School di Taylorville. L’arbitro Portillo ha deciso di sanzionare il portiere con il cartellino giallo dopo che quest’ultimo aveva spintonato un avversario. Mentre stava annotando l’infrazione nel quaderno ufficiale, il giovane calciatore ha iniziato a discutere con l’arbitro e poi gli ha sferrato un pugno in pieno viso. Inizialmente l'uomo sembrava stare bene, ma poi ha chiesto soccorso ai medici. Portillo è poi caduto al suolo è ha iniziato a vomitare sangue. Prima che arrivasse la polizia, che ha trovato l'uomo a terra in posizione fetale, il ragazzo è scappato. L’arbitro, ancora cosciente, ha spiegato ai medici  il suo stato di salute: i dolori al viso e alla schiena e la nausea. Poco dopo essere arrivato all'ospedale ha perso conoscenza, entrando in coma. I medici hanno individuato un ematoma al cervello e hanno diagnosticato che le sue condizioni erano critiche. Dopo una settimana in coma, Portillo è morto.Prima della morte dell'arbitro il ragazza che lo ha colpito è stato portato in un carcere minorile con l'accusa di aggressione aggravata, ma ora che Portillo è morto le autorità stanno valutando l'aggiunta di ulteriori capi d'accusa. "Questa persona ci ha causato molto dolore. Voglio giustizia per mio padre. Anche se passasse tutta la sua vita in carcere non sarebbe abbastanza. Non ci restituirà nostro padre", ha detto Johanna Portillo, primogenita dell'arbitro. La figlia di Portillo ha raccontanti che non era la prima volta che il padre veniva violentemente colpito durante una partita di calcio. Lei e le sue sorelle avevano pregato più volte il padre di smettere di arbitrare, ma lui ha sempre continuato perché amava il calcio, era la sua passione e loro non hanno potuto impedirglielo.



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