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Roland Garros 2013 / Serena Williams corre verso la leggenda: è già tra le più grandi, ma...

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Come la Lenglen, ha avuto problemi che ne hanno rallentato i successi. Solo due anni fa era ricoverata in ospedale senza sapere se avrebbe mai più giocato; la sensazione forte, tuttavia - e l'ha dimostrato anche sabato, scrollandosi di dosso Maria Sharapova quasi senza pensarci - è che l'unica avversaria di Serena Williams sia Serena Williams, e non è certo un modo di dire. Per questo ci spingiamo a dire che possa anche arrivare a prendere la divina Margaret in testa alla classifica degli Slam: gliene mancano otto, sembra follia e probabilmente è, ma se centellina gli impegni, rimane concentrata come in questi giorni a Parigi e dà sempre il massimo chissà che non possa fare il miracolo. Nelle prime 100 della classe non si vede a oggi una tennista in grado di minacciarne il regno, e quelle già note hanno già ampiamente dimostrato di poterla solo impensierire per un set. Certo: sul cemento Victoria Azarenka se la può giocare, sull'erba una Petra Kvitova al massimo la metterebbe in difficoltà, sulla terra magari già l'anno prossimo Serena non giocherà così. Però, Martina Navratilova ha vinto il suo ultimo Major, Wimbledon nel 1990, a quasi 34 anni: Serena ne compirà 32 a fine settembre. Insomma, i margini per entrare nella leggenda ci sono. "Sono diventata quella che sono guardando Venus", ha detto dopo la finale. "Lei serviva così bene, mi sono detta che volevo farlo anch'io". Ci è riuscita: sabato si è presa il titolo sparando tre ace a più di 190 l'ora nell'ultimo game. In più, ci ha messo altro. A fine mese inizia Wimbledon: il 17 è un numero jellato, ma Serena può battere anche la cabala.

 

(Claudio Franceschini)

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