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Roland Garros 2013 / Serena Williams corre verso la leggenda: è già tra le più grandi, ma...

Con la vittoria del Roland Garros, Serena Williams ha centrato il sedicesimo titolo dello Slam. Adesso marcia spedita verso i 18 di Evert e Navratilova. Può puntare ancora più in alto?

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Per descrivere Serena Williams bisogna andare a ripescare nomi da leggenda. Quello di Margaret Smith Court per esempio: primatista per titoli dello Slam (ben 24), capace di vincere per 11 volte gli Australian Open e di portarsi a casa anche 19 vittorie nel doppio. L'International Tennis Hall of Fame scrive: "Non è mai esistita una tennista sua pari". Nel 1970 vinse i quattro titoli Major, impresa riuscita solo ad altre due giocatrici. O, andando ancora più indietro, Suzanne Lenglen: nel 1921 perchè perdesse dovettero farla entrare in campo con la pertosse (naturalmente è una forzatura: gli organizzatori non lo sapevano), organizzando un torneo che non prevedeva teste di serie nel tabellone (erano gli US Open). Per il resto, aveva vinto tutto quello che si poteva vincere, compresi cinque volte i Campionati di Francia anche se quattro di questi successi non sono conteggiati perchè non si parlava ancora di Roland Garros. I vestitini succinti (per l'epoca) indossati dalla francese, cui oggi è dedicato il secondo campo dell'impianto in cui si giocano gli Open di Francia, fecero parlare: così come le "divise" colorate e le treccine dei primi anni di Serena (e Venus), e le mode di Helen Willis Moody che per prima eliminò le gonne lunghe e quei vestiti decisamente più adatti a una corte vittoriana che a un campo di tennis. Oppure potremmo paragonare Serena a Monica Seles: che a 19 anni di età aveva già vinto 9 titoli dello Slam e se non fosse stato per Gunther Parche avrebbe probabilmente dominato per i dieci anni seguenti, con buona pace di Steffi Graf. Già: forse, l'americana che sabato ha messo insieme il sedicesimo titolo dello Slam ha lo stesso "cannibalismo", racchetta alla mano, della tedesca che da quando comparve sulla scena lasciò meno delle briciole alle avversarie, riuscendo anche a stabilire il record per la finale più corta della storia, i 34 minuti con doppio 6-0 rifilati a Natasa Zvereva al Roland Garros del 1988. L'anno del Golden Slam, qualcosa che alla Williams manca ancora e difficilmente realizzerà: i quattro Major e l'oro olimpico. Con la vittoria al Roland Garros 2013, Serena entra comunque nel ristretto gruppo di giocatrici che hanno vinto almeno due volte tutti gli Slam: è in buona compagnia, perchè con lei ci sono Graf, Smith Court, Chris Evert e Martina Navratilova. A proposito, le ultime due sono anche più vicine nella classifica dei Major vinti, con 18 ne hanno appena due in più e la sensazione, andando avanti di questo passo, è che entro la fine dell'anno saranno raggiunte. "Voglio ritirarmi al top, ma la domanda che mi faccio è: posso ancora vincere qualche Slam?". Perchè il punto è questo: il punto, è che tutte le campionesse del passato hanno trovato, prima o poi, un'avversaria più forte sulla loro strada. E' storia: Chris Evert incrociò Martina Navratilova e ne divenne grande amica fino a chiederle di essere sua testimone di nozze, ma sul campo cominciò a prendere batoste dalla mancina cecoslovacca, che poi conobbe la Graf e vide il suo regno crollare. La tedesca si trovò davanti la Seles e improvvisamente scoprì che c'era qualcuna che le dava regolarmente paga; e Martina Hingis, forse l'ultima vera campionessa al di là delle poche vittorie (era numero 1 al mondo a 16 anni e mezzo e compiuti e a nemmeno 18 aveva già 4 Slam) smise di alzare le braccia al cielo quando le si pararono di fronte le sorelle Williams. Ecco, Serena no. Vuoi per il fisico, vuoi per la determinazione d'acciaio, vuoi per la pochezza delle avversarie e qualche accadimento esterno (l'operazione alla spalla della Sharapova, che ha tolto alla russa un servizio da favola), la minore delle Williams non ha mai avuto un'avversaria che la battesse, o anche solo la mettesse in difficoltà. Certo: