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Pagelle / Spagna-Tahiti (10-0): i voti e il tabellino della partita (Confederations Cup, gruppo B)

Come da previsioni: la Spagna fa goleada contro Tahiti. Finisce 10-0: quattro gol di Torres, tre di Villa, due di Silva, uno di Mata. Pagelle e tabellino della partita di Confederations Cup

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Spagna-Tahiti finisce 10-0, e ai polinesiani è andata anche bene. Non c'erano dubbi che andasse così: troppa la differenza in campo tra una squadra che domina il mondo da cinque anni e una che quando fa il pienone alle sue partite richiama 200 spettatori, ha un solo professionista in squadra e Iniesta e Torres li aveva visti solo in televisione. La cartolina? Sull'8-0 Torres tira un rigore, lo calcia sulla traversa e Roche esulta come un bambino per averlo ipnotizzato, con il Maracanà che esplode. Se pensiamo al 31-0 che l'Australia ha rifilato alle Samoa Americane, o anche a certe amichevoli estive contro rappresentative di montagna, a Tahiti è andata di lusso che siano stati solo 10. Dunque, Spagna di fatto in semifinale di Confederations Cup, Tahiti fuori: verdetti che erano chiari ben prima di iniziare a giocare. Etaeta è contento così, pur avendo detto nel finale che il risultato è pesante.

Quantomeno ci siamo divertiti a vedere i tentativi di Tahiti che con orgoglio ci ha provato fino alla fine; qualche giocata di buon livello dei prestigiatori spagnoli c'è stata anche tenendo conto dell'avversario, il pubblico ha fatto festa e l'atmosfera in campo era gioviale. Più di così, si può dire ben poco: temi tattici, non se ne sono poi visti.

Anche per l'atteggiamento: poteva venire naturale infierire ancora di più spingendo al massimo, o al contrario (e sarebbe stato peggio) rinunciare a giocare. Invece, le Furie Rosse hanno onorato Tahiti: hanno espresso il loro calcio ma muovendosi in tranquillità. Pensate se voi giocaste contro Messi e Ronaldo, e loro per compiacervi sbagliassero gli stop: non la prendereste troppo bene. Quindi, bene così: i dieci gol ci stanno, non sono nemmeno il reale distacco tra le due squadre in campo.

L'organizzazione tattica di Etaeta non esiste: linea del fuorigioco sulla trequarti e nemmeno messa bene, ruoli che si mischiano in un tourbillon di corsa. Eppure, al 30' erano ancora 0-1, e più di una volta hanno costretto la Spagna a recuperi uno contro uno e Reina a uscite impegnative. Atteggiamento encomiabile: nonostante il passivo, nessuno si è scoraggiato, e tutti racconteranno questa serata ai nipotini.

Impeccabile, anche troppo. Non concede nulla da ambo le parti: ammonisce Cazorla per proteste, fischia tutti i falli, si lascia impietosire da qualche intervento rude sulla trequarti ma non quando Tahiti reclama un rigore (che non c'era, ma se avesse fischiato avrebbe ricevuto un'ovazione: eravamo 9-0). Il penalty per la Spagna c'è: applica il regolamento, sarebbe stato sbagliato soprassedere.

Non gli tirano mai in porta ed era annunciato, ma la pagnotta la guadagna con un paio di uscite basse.

Spinge nel primo tempo, si vede che si diverte ad avere spazi. Nella ripresa cala, giustamente. 

I recuperi migliori sono suoi, dimostra di mantenere la concentrazione in ogni momento.

Unico titolare reduce dalla Nigeria, Del Bosque gli concede il riposo nel secondo tempo.

( E' veloce di suo, figurarsi contro i difensori di Tahiti: un paio di accelerazioni fanno decisamente spavento)

Anonimo, forse non vuole infierire. Si sovrappone tante volte, combina pochino.

Sempre al centro della manovra, a lui si affida la Spagna per giocare palla. ()

Anche contro un avversario modesto dimostra la sua grande crescita. Ordinato e pulito, mai in affanno, fa anche il difensore centrale.

Di un'altra categoria contro i campioni, questa sera emerge dalla platea con la grazia solita. Due gol, sempre nel vivo della manovra anche a scartamento ridotto.

Il gol non salva una prestazione anonima e quasi imbarazzata: di tutti, quello che si sente più in imbarazzo, e si vede.

( Entra che siamo 8-0: decide di non infierire)

D'accordo che sbaglia il rigore, ma i gol sono 4 e dopo la papera di Roche lo va a consolare offrendogli la mano. Bravo e sportivo, sono 35 i gol in Nazionale.

Con la tripletta tocca quota 56 reti con la Roja, sempre più solitario. Eppure all'inizio azzecca poche cose, poi si sblocca ed è un'altra storia.

All. DEL BOSQUE 7 Bravo: fa giocare i suoi come sanno ma capisce che non bisogna spingere troppo. Il gesto migliore quando mette Iniesta: poteva risparmiarlo, ma Etaeta aveva detto che vederselo in campo a due metri sarebbe stato un sogno. Accontentato il collega, nel finale si è fermato a salutare tutti. Un signore, che vince tutto da tre anni.