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Roland Garros 2013 / S. Williams schianta la Errani: 6-0 6-1 e finale

Serena Williams al suo massimo è inaffrontabile per chiunque: Sara Errani non ha possibilità contro l'americana che domina la partita in 46 minuti e raggiunge la finale del Roland Garros

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ROLAND GARROS 2013 - Al termine del decimo game della partita, Sara Errani ha esultato. Aveva vinto il gioco con un rovescio incrociato finito largo della sua avversaria, e ha alzato le braccia al cielo, con il centrale del Roland Garros che le ha riservato un'ovazione. Peccato che fossimo con Serena Williams già avanti di un set, e con il punteggio impietoso di 6-0 3-0. Sì: Serena Williams ha letteralmente demolito Sara Errani. Sembrava una partita di primo turno; era la semifinale di uno Slam, tra la numero 1 e la numero 5 del mondo (lo rimarrà comunque, la bolognese). Niente da fare; avevamo ampiamente anticipato, e non solo noi, che farsi troppe speranze sarebbe stato doloroso. Il dolore però ce l'ha avuto Sara, che a fine partita è uscita dal Philippe Chatrier a testa bassa, umiliata. Non basta dire che quel game è rimasto l'unico vinto? Ecco altri numeri: 46 minuti di partita, 40 vincenti a due (per Sara un passante dopo aver attirato a rete Serena e un dritto a sventaglio), 52 punti a 16, cinque ace a zero, il 15% di punti fatti dalla Errani sui game in risposta, nessuna palla break guadagnata. E ancora: 14 punti su 17 vinti dalla Williams con la prima di servizio, ma anche 14/16 con la seconda; una velocità media della prima di 172 chilometri orari (una, in campo, ha toccato i 199). E soprattutto la concentrazione di Serena: che su qualche errore di troppo (saranno 12 alla fine) ha addirittura urlato di rabbia. Perchè l'americana è alla prima finale al Roland Garros dopo 11 anni: da quel successo del 2002 non ha mai più giocato un ultimo atto a Parigi. Ci teneva così tanto che ha mantenuto una forza mentale totale, anche quando ormai le mancavano due punti per vincere la partita (chiusa con un ace esterno). Il segreto? Quello che per Sara è stato il problema principale, e che invece ieri ci aveva dato illusioni: nei quarti di finale la numero 1 al mondo si è presa una paura del diavolo quando Svetlana Kuznetsova ha avuto qualche palla per salire 3-0 e servizio nel terzo set. Così tanta paura che, vinta la partita, Serena non ha trattenuto le lacrime; segno evidente, e avremmo dovuto capirlo, che oggi non avrebbe dato opportunità alla Errani. Che non si può nemmeno dire abbia giocato male: il punto è che non ha proprio giocato, non le è stata data possibilità di entrare nello scambio, di provare il suo tennis, di infastidire Serena. Sedici punti in 13 game sono pochissimi, ma proprio per questo Sarita non si deve demoralizzare: questa Williams ha già battuto Maria Sharapova con lo stesso identico punteggio nella finale Olimpica di undici mesi fa. La stessa Sharapova che, avendo vinto in tre set la battaglia delle "urlatrici" contro Victoria Azarenka, ora Serena si ritroverà davanti in finale. Già segnata, non si può dire altrimenti: